Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Quando Gesù istituisce l'eucaristia (Marco 14), dà senso alla sua morte sulla Croce, e con questo gesto, anticipa il suo sacrificio: il suo corpo consegnato ed il suo sangue versato danno la vita a quelli che credono in lui.
Gesù muore per amore; il suo amore per Dio suo Padre e per tutti gli uomini, suoi fratelli, sono un amore in forma di Croce. Gesù, il Salvatore, muore per salvare tutti gli uomini, e farli entrare nella nuova alleanza. Gesù porta al suo compimento il gesto di Mosè che aveva istituito la prima alleanza (Esodo 24 ed Ebrei 9), ed il suo unico sacrificio sostituisce tutti gli altri sacrifici rituali.
L'eucaristia è un memoriale: attualizza, rende presente il sacrificio del Cristo; restando con Lui nel suo gesto di offerta, noi ci uniamo al suo amore per suo Padre e tutti i suoi fratelli umani. Gesù ha chiesto di rifare il suo gesto: “fate questo in memoria di me”, per essere con lui nella sua morte ed nella sua resurrezione. Poiché è morendo con Cristo e risuscitando con lui che saremo salvati per la vita eterna.
Anche l'amore del cristiano è un amore in forma di Croce, vissuto praticando il comandamento nuovo di Gesù: “amatevi l'un l'altro come io vi ho amati”, dando la nostra vita per i nostri fratelli, come Gesù: è il segno dei veri discepoli! È sull'amore fraterno - che avremo praticato o no - che saremo giudicati.
L'eucaristia ci insegna il vero senso della nostra vita cristiana: amare i nostri fratelli e le nostre sorelle, i nostri parenti, e coloro che hanno più bisogno di essere amati. Viviamo per Dio e per gli altri! Gesù ha vissuto, è morto e risorto per gli altri, perché è lui stesso l'Amore, e l'Amore è donarsi; è dare tutto e dare se stessi.
A cura dei seminaristi del Centro di Spiritualità di Calavi, Benin
