Sono una catechista che accompagna un gruppo di ragazzi alla Cresima. E’ un gruppo, per diversi aspetti, molto vivace, attratti da tante cose e, per me, è stato a volte difficile creare un clima di attenzione, di silenzio e d'ascolto. Per queste ragioni, i due incontri fatti alla SMA con Padre Giuseppe hanno suscitato in me lo Stupore.
Nella comunità della SMA percepisco la presenza dello Spirito; mi ricorda una frase di Tonino Lasconi: "La Fede non si passa a catechismo, ma da una comunità che vive i segni della Fede". Per me, i missionari sono un dono prezioso: hanno un privilegio proprio perché, abbandonando tutto, sicurezze, casa, affetti, allontanandosi dalla propria terra, partono e, nell'affidamento totale al Signore, sperimentano la Potenza e l'Amore di Dio nella loro vita.
Nella loro autorevolezza nell'annuncio del Vangelo si percepisce come abbiano fatto esperienza dell'incontro con Dio. Credo che i nostri ragazzi abbiamo respirato questo: la presenza di Dio nella vita di chi parlava loro che determinava il loro parlare autorevole e incisivo.
Ecco il mio primo stupore.
Abbiamo iniziato con un primo momento di accoglienza da parte di Padre Giuseppe e di Suor Maria. Ad alcune domande fatte da Padre Giuseppe come: "Perché siete venuti qua? Siete contenti di fare la Cresima? Avete voglia di fare qualcosa?", le risposte sono state negative ma sincere. Questo è stato molto buono perché, nonostante le parole dei ragazzi esprimessero il loro disaccordo, hanno posto la base per l'ascolto dell'altro così com'è.
Se avessi dato ascolto alla mia ragione in quel momento, mi sarebbe venuta voglia di tornare a casa. Tuttavia, subito dopo, Padre Giuseppe ha guidato un momento di preghiera attirando l'attenzione dei ragazzi i quali si sentivano accettati per quello che erano, hanno pregato con un salmo scegliendo una frase che li colpiva in modo particolare. Dentro di me pensavo: "è proprio quella giusta!,'. Successivamente è stata proclamata la parabola del Padre Misericordioso invitando i ragazzi ad immedesimarsi nella figura del Padre, poi del figlio e, infine, del fratello maggiore.
Il mio secondo stupore. I ragazzi si sono immedesimati nei vari personaggi prima da soli, esprimendo le loro emozioni, poi condividendole anche con gli altri. La riflessione è proseguita con la proclamazione di una seconda parabola, quella del Buon Samaritano ed è stato proposto ai ragazzi di mimare questo passo del Vangelo con una scenetta che attuasse il racconto alla vita di oggi.
I ragazzi si sono divertiti e hanno fatto lavorare la loro creatività per realizzare una piccola rappresentazione. Anche questo è stato un modo di fare catechesi anche se diverso dal solito e divertente. Ci sono stati, poi, due momenti di testimonianza di vita: la prima di un ragazzo, la seconda di un padre di famiglia.
Il mio terzo stupore. I ragazzi hanno ascoltato attentamente, tanto da far nascere in loro molte domande serie da proporre. Ciò mi ha fatto pensare che i ragazzi non sono così superficiali come sembrano, ma hanno bisogno di vedere accanto a loro persone che credono. Io, che venivo da un'esperienza di "fallimento", vedevo che, in quel momento, il Signore stava operando.
Alla fine, abbiamo terminato con la S. Messa, cui hanno partecipato anche alcuni genitori.
I ragazzi hanno letto le letture, le preghiere, scelto i canti e cantato accompagnati dalla chitarra. Sempre il mio stupore continuava perché vedevo i ragazzi attenti, partecipi anche con qualche minuto di silenzio, cosa per me improponibile durante l'anno catechistico. Dopo la S. Messa, Padre Giuseppe ci ha salutato con un piccolo, ma significativo segno. Ha preso una cordicella e ha fatto in modo che tutti i ragazzi, uno ad uno, se la legassero attorno. Ci ha fatto notare che il capo della piccola fune partiva dall'altare dicendo che è dall'Eucaristia che noi riceviamo la forza di essere realmente cristiani, di essere dei veri testimoni.
Ringrazio la SMA per l’accoglienza, P. Giuseppe che mi ha ridato l’entusiasmo di essere catechista, dimostrando che la Parola di Dio ha potere e, con la Grazia dello Spirito, opera portando i ragazzi all’ascolto, all’interiorizzazione della Parola e al silenzio.
Per tutto questo lodo e benedico il Signore.
Zotto Margherita
Fossona - Cervarese Santa Croce (PD)









