Riscoprire suoni antichiGrazie alla conoscenza del biram, strumento sacro suonato dalle popolazioni seminomadi del Ciad e della Nigeria, questo musicista è divenuto l’erede della cultura e dei rituali Boudouma, gruppo etnico che vive attorno al lago Ciad. Attraverso il suo impegno, gli ancestrali ritmi di questo popolo non rischiano più di scomparire.
Il processo di post-modernizzazione in certe aree dell’Africa è talmente forte che antiche tradizioni rischiano di venire sommerse da stili di vita e mode tipicamente occidentali.
Questo si percepisce anche a livello musicale. La situazione è complessa e diversificata. Da un lato, per le strade di molte città africane imperversano suoni metropolitani hip-hop, influenzati dai movimenti urbani statunitensi; dall’altro, però, si percepisce la voglia di valorizzare usanze e ritmi che hanno radici culturali specificamente locali.
Tanti gli artisti che si impegnano nella riscoperta di suoni rimasti sommersi dalla polvere del tempo. Mamane Barka, musicista e nomade della tribù dei Toubou, nato nel 1959 a Tesker, nella zona orientale del Niger, è riuscito a dare nuova linfa vitale al biram, strumento musicale somigliante a un’arpa a cinque corde, la cui singolare forma lo rende simile a una piroga. Mamane Barka era già conosciuto per
essere virtuoso e insegnante di ngurumi, altro strumento tradizionale a corde. Nel 2002, l’UNESCO gli ha offerto una borsa di studio, grazie alla quale ha avuto la possibilità concreta di scoprire i segreti e l’antico uso del biram. È riuscito così a raggiungere il Lago Ciad per incontrare i Boudouma, gruppo etnico composto da nomadi pescatori, ovvero coloro che detengono ancora i segreti del suono del biram, da loro considerato strumento sacro: credono infatti sia protetto dallo spirito del lago Kargila. Quando Mamane raggiunse i Boudouma, ebbe la fortuna di incontrare Boukar Tar, l’unico maestro ancora in vita custode dell’ancestrale conoscenza musicale del biram. Fu lui che insegnò a Mamane Barka la tecnica, oltre che liriche intrise di mistico animismo; e fu lui a consegnargli l’ultimo biram, pregandolo di farlo conoscere al mondo intero.
Ritmi del Niger alla conquista pacifica dell’Europa
E così è stato. Nel 2005, in occasione del Festival musicale del deserto a Rissani (Marocco), Mamane Barka incantò il pubblico con il magico, ipnotico suono del biram. Dopo essersi esibito in Francia e Germania, nel 2008 ha avuto la grande fortuna di partecipare a una serie di eventi legati a WOMAD (importante organizzazione fondata negli anni ’80 da Peter Gabriel, che promuove le forme artistiche delle varie culture del nostro pianeta), suonando con Oumarou Adamou, grande
percussionista nigeriano, figlio di griot, di origine Hausa.Quell’esperienza li ha spronati a registrare insieme canzoni, che poi hanno trovato luce nel cd Introducing Mamane Barka, un lavoro che racchiude componimenti tradizionali che raccontano la bellezza della natura, storie di antenati e di spiriti. Uno dei brani più toccanti è “Boulanga”, in cui si narra di un vecchio uomo che perde il suo caro amico, mentre “Buni”, che significa pesce, esprime l’importanza dell’ecosistema del lago Ciad, specchio d’acqua che nel corso degli anni ha conosciuto lunghi periodi di decremento delle sue acque. Altrettanto intenso è “Wo Kuru”, un invito a rispettare e ascoltare gli anziani. Un valore molto importante nella comunità dei Boudouma, i quali credono che se l’equilibrio tra le generazioni viene compromesso l’intera cultura rischia di vacillare.
Già i saperi tradizionali sono minati dai cambiamenti ambientali ed economici, dalle migrazioni e da altri fattori legati alla modernizzazione. Se vengono meno i legami familiari, generazionali e quei valori primari che legano una comunità, questa rischia di venir risucchiata da modelli estranei, lontani dalla propria identità. Con il recupero e la rivalorizzazione del biram, Mamane Barka invita a riflettere sul delicato rapporto tra modernità e storia, slanci innovativi e salvaguardia di antichi usi e tradizioni.
Silvia Turrin
Per approfondire: - Il sito del musicista del Niger
- News relative alla scarsità d’acqua che rischia di far scomparire il lago Ciad
Disco consigliato:
Introducing Mamane Barka, World Music Network, 2009 (distr. in Italia EGEA)
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