Sono di nuovo in Togo, insieme a Silvana, una laica missionaria di Novara. Arivato il 16 sera. Il giorno dopo salgo a Kolowaré. Abbiamo con noi Emmanuel, un seminarista sma che accompagnamo a Atchebebe, una parrocchia sma della nostra diocesi, dove si fermerà per il suo stage. Partiamo da Lomé alle 6 sotto la pioggia.
Dopo un centinaio di km la strada si interrompe. C'è una deviazione, si prende una pista in terra che scende in un bassofondo, si transita sopra un ponte provvisorio, si continua per circa un km nel fango, prima di raggiungere di nuovo la strada. Davanti a noi ci sono due camions, e si va in prima. La macchina è carica, noi tre e le nostre valigie. Ad un certo momento vedo fumo che esce dal cofano.
Faccio scendere i due compagni di viaggio. Riesco ad arrivare sulla strada. Mi fermo. Un poliziotto fa segno di continuare. Apro il cofano davanti a lui e capisce perché mi sono fermato. Esce fumo dal radiatore. Si avvicina un giovane, distinto e dai modi signorili. Era dietro a me in macchina, ha visto il problema, e si è fermato. “E' fortunato, mi dice, poteva bruciare il motore”. Due ragazzi vanno a cercare un secchio d'acqua.
Riempie il radiatore, quasi vuoto. Il poliziotto sorveglia tutti. Offro duemila franchi per ringraziare: “Ne dia mille al poliziotto e mille ai ragazzi”, mi dice il mio salvatore. Aggiunge: “starò dietro a lei, vada avanti con la macchina, se ha un problema sarò al suo fianco”. Faccio controllare la macchina da un meccanico a Notzé. Si ferma accanto a me. Era proprio solo l'acqua che mancava. Lo ringrazio, mi saluta e scompare.
Suor Elisabetta
Ad Atakpamé sostiamo a salutare suor Elisabetta. In Togo da parecchio, ma non ci eravamo mai incontrati. Il Novara Center le ha dato una mano per un pozzo. Un'occasione per incontrare Silvana, da anni nel Novara Center. È stata Silvana di Verona, del gruppo “amici del Togo” che ci ha messo in contatto con lei. È direttrice di una scuola tecnica, al Collegio Sacro Cuore, all'uscita di Atakpamé. Ci accoglie sotto una grande e bel gazebo, in mezzo ad un giardino. Oltre ad accuparsi della scuola, è animatrice di diversi villaggi.
Da quest'anno la sua comunità ha messo a disposizione del quartiere una grande sala che serve da cappella domenicale. “Ci sono 400 o 500 persone a messa ogni domenica, avevamo capito che la gente del quartiere non andava in cattedrale, troppo lontana, e rendiamo loro questo servizio, un giorno qui ci sarà una nuova parrocchia.” Nei villaggi opera in ambito scolastico e sanitario. “La mia più grande sofferenza è vedere tutti questi bambini che muoiono.
Arrivano anemici, non sono sempre ammalati, sono denutriti, le mamme non danno loro sufficientemente da mangiare. Quando li vedo sono spesso alla fine e non posso fare più nulla”. Verrà a Kolowaré a trovarci, a vedere il nostro centro sanitario.
Kolowaré
Scrivo dopo la funzione serale domenicale. Il clima è alla festa, grande. I saluti sono iniziati dopo la messa di venerdì sera, sono continuati, ieri sabato, alla messa del mattino, e poi oggi, domenica. Silvana ha già distribuito alcuni palloni, quelli grossi, quelli veri, perché di quelli piccoli e gonfiabili ha già invaso il villaggio. Sto facendo la siesta, sono le 12,30.
Sento battere le mani fuori della casa. Esco a vedere. Una quindicina di bambini, venuti per vedere la mamma. Dico loro, con molta calma a gentilezza, di lasciarla riposare e di venire più tardi. Mi ricorico. Dopo un po' altri battiti, aspetto un po', poi esco di nuovo. Erano altri che se ne stavano andando non vedendo nessuno. Per non essere più disturbato mi metto i tappi e ritorno alla siesta.
Ad un certo momento mi sento chiamare: Vieni che c'è una delegazione di Welou sotto la paillotte, mi dice Silvana. Guardo l'orologio: le 13,15. Esco, tutto assonnato. Avevano saputo del nostro arrivo e sono venuti per dare il benvenuto alla mamma. Dato che a Kolowaré fa freddo, dicono, - siamo in piena stagione delle pioggie e piove abbondantemente tutti i giorni - le hanno portato un manto tradizionale in regalo, una specie di coperta per scaldarla.
Poco dopo è la volta della Legione di Maria, di cui Silvana fa parte. Anche loro vengono a salutare. E poi, e poi gruppi di bambini a frotte. Ne saranno passati un centinaio. A tutti offre un palloncino gonfiabile, ai più piccoli caramelle. E poi arriva la squadra di pallone dei 12 Apostoli e quella dei chierichetti. Devono fare dei tornei, chiedono un pallone. Grazie a Fabio della Erga tutti avranno il loro pallone.
Un carissimo saluto e buone vacanze.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE
(TOGO)
T.(00.228) 4451012 - 997.75.30
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