E non si tratta di adesivi incollati, come accade qualche volta anche da noi in Europa, ma di disegni e testi verniciati o dipinti. Questo articolo, e gli altri che seguono nel focus, sono dedicati a descrivere i testi dipinti sugli autoveicoli nel Ghana, Paese dell’Africa Occidentale.
Gli antropologi sono soliti mettere in relazione questi testi automobilistici con la ricca tradizione dei proverbi che possiede il Ghana; oppure la vedono come uno dei molti prodotti dell’arte popolare, come un risultato della concezione ghanese dell’estetica, o come una certa espressione della filosofia e della religione popolari. Uno studio approfondito degli slogan automobilistici dovrebbe arrivare a dare una risposta ben fondata a una serie domande che ci si pone a riguardo di questo fenomeno: perché la gente mette questi testi sulle loro automobili? È per dare una sorta di identità all’auto e per farsi notare? È una maniera subdola di proclamare messaggi politici e sociali? Perché molti di questi motti hanno un riferimento alla religione? È una forma molto particolare di evangelizzazione? Gli slogan automobilistici sono realmente basati sui proverbi della cultura orale precoloniale? Finora tutte queste domande hanno avuto soltanto risposte marginali. E le risposte, per la maggior parte, sono basate su ipotesi, e non su una ricerca sistematica ed empirica nelle strade. Questo breve studio non pretende di rispondere a tutte queste domande. Vuole solo essere un’introduzione generale al mondo degli slogan automobilistici ghanesi, senza eccessive pretese.
La maggior parte di questi slogans furono raccolti nel periodo dal 1986 al settembre 1990 da Sjef Moonen, missionario SMA prematuramente scomparso. Io ho continuato il suo lavoro negli anni successivi, e nel 2003 ho pubblicato il volumetto Car Slogan in Ghana. Gli slogan sono stati osservati e registrati durante i nostri viaggi nella zona centro-orientali del Ghana, e specialmente nel triangolo tra le città Accra- Kumasi- Cape Coast, che è la regione più importante del Ghana per il trasporto di passeggeri e di merci, trattandosi della zona più economicamente sviluppata.
Slogan sulle relazioni sociali
Vorrei cominciare analizzando alcuni testi che si riferiscono all’uomo e alle sue relazioni sociali. La forma letteraria più consueta in questo caso è l’enunciato espresso con un verbo all’imperativo, che raccomanda o perfino ordina un determinato comportamento. Appartengono a questa categoria slogan di questo tipo: Sii onesto; Sii gentile; Agisci come persona che sa amare; Bowo braye (tradotto: Conduci bene la tua vita); Obbedisci alla legge; Il peccato non lo si può nascondere. Questi slogan si possono interpretare come un appello morale ai propri simili, o come un’ammonizione basata sull’esperienza di vita.
I testi che si riferiscono ai rapporti interpersonali e sociali formano un foltissimo gruppo. Fanno allusione a svariati aspetti della vita, come dimostrano i seguenti esempi: Una bella donna non sta mai con un solo uomo: perché?; Adwuma bone ntese korono (tr.: Un lavoro noioso è meglio che rubare); Ahoofe aduro ne sika (tr.: Se hai denaro, agli occhi degli altri sei bello e sano); Chi è solo è miserabile; Conta su chi conosci; Amici oggi, nemici domani; La conoscenza è potere; La vita è guerra; Senza sudore nessun risultato. L’intento di ammonimento di questi slogan è evidentissimo.
I proverbi e i detti hanno un ruolo importante nella cultura Akan, che abbraccia la maggior parte degli abitanti del Ghana, e gli slogan automobilistici sono collegati a questa particolare espressione della cultura orale. Così non sorprende che alcuni proverbi tradizionali siano una fonte di ispirazione per gli slogan posti sugli autoveicoli. Possiamo infatti trovare scritte che citano le prime parole di proverbi molto conosciuti, come: Aburubuo kosua (sottinteso il resto del proverbio: adee eye, nsee da, che si traduce: L’uovo della tortora, da qualsiasi parte sia posto, non cadrà mai); Aboa a onni dua (sottinteso: Onyame na opra neho, tr.: Dio stesso scaccia le mosche agli animali senza coda); Kae dabi (tr.: ricordati che devi morire). La maggioranza dei testi di questo gruppo sono scritti in una delle lingue Akan, perché la lingua locale è considerata il miglior veicolo di un messaggio trasmesso dai proverbi tradizionali. Ma bisogna notare che il numero di slogan che si ispira ai proverbi e ai detti della tradizione orale è relativamente limitato. Si può pensare che slogan automobilistici e proverbi tradizionali non vogliono farsi concorrenza, perché sono due rami diversi dello stesso albero estetico nella cultura Akan.
Sfiducia negli esseri umani
Gli slogan che si riferiscono alle relazioni interpersonali colpiscono per il messaggio di sfiducia negli altri esseri umani che trasmettono, e in generale per la loro visione negativa dell’uomo. L’uomo tende per natura al male, e non si può fare affidamento su di lui. Gli uomini sono costantemente invidiosi, ipocriti, maldicenti, e interferiscono negli affari degli altri: Comportati come se gli altri ti volessero bene; Fai attenzione agli amici; I nemici ti sono tutt’intorno; Ho paura del mio amico; Nipa yie bad (tr.: L’uomo è cattivo); Non fidarti di nessuno; Qualunque cosa tu faccia, la gente sparlerà di te. Da slogan come questi non si ricava una buona opinione sugli altri esseri umani. È abbastanza inconsueto trovare un testo che esprima un atteggiamento di simpatia verso gli altri, ma tali eccezioni esistono: Sii benedetto, e Ti auguro ogni bene.
L’opinione negativa sul proprio simile emerge senza dubbio negli slogan che si riferiscono alle donne. Bastino questi tre esempi: Temi le donne e lascia stare il serpente; Non credere mai a una donna; e Obaa ye eboro (tr.: La donna è veleno). Il ritratto sostanzialmente negativo dell’essere umano si può spiegare con la concezione africana dell’influenza delle forze del male sulla vita dell’uomo. Oppure si può spiegare con la difficoltà incontrata dalle società africane a ritrarre in modo astratto l’uomo. Un essere diventa umano soltanto quando ha un nome e un volto, cioè quando si stabilisce con lui una concreta e reale relazione interpersonale.
Esperienza di viaggi e emigrazione
La parentela in tutti i tipi di forme e a tutti i livelli è una caratteristica centrale nelle società africane. Un uomo non ha relazione con un estraneo che non ha ancora un nome e un volto. Così un estraneo è visto di primo acchito come una possibile minaccia, e quindi lo si approccia con un atteggiamento sospettoso.
Bisogna però segnalare anche un gruppo di slogan che si riferiscono a caratteristiche e virtù umane positive. Forse sono collegati a dei riconoscimenti ricevuti, oppure si possono riferire al modo in cui il proprietario ha ottenuto l’autoveicolo che reca tale slogan: con Pazienza, Fiducia, Coraggio, Disciplina, o usando Esperienza.
Una serie di slogan si riferiscono a località geografiche. Possono certamente riferirsi alle esperienze di viaggio e di emigrazione dei proprietari. Molti ghanesi hanno lasciato il loro paese per lavorare temporaneamente all’estero e guadagnare del denaro. Così questi slogan con un termine geografico possono riferirsi al luogo dove si è guadagnato il denaro per comperare l’auto, o il paese in cui si sogna di emigrare. A parte gli slogan di luoghi biblici, tutti questi slogan geografici sono localizzati negli Stati Uniti o in Europa. Alcuni esempi: Arizona; Chicago; Surprising Amsterdam; London; City of Bruxelles; Berlin; Danemark.
Completamente diversi da tutti questi finora citati, sono i testi che sembrano avere un messaggio politico. Gli slogan di questo tipo di non sono numerosi, e per la maggior parte non sono facilmente interpretabili. Army no mind, cioè: “L’esercito non ha testa”, è una critica al regime militare che agiva in modo brutale e imprevedibile; ma il significato di uno slogan come Castro, non è affatto evidente. Altri messaggi politici si possono
trovare in slogan come Justice e Peace. Nel periodo in cui la maggior parte degli slogan furono raccolti il Ghana non era una democrazia, ma aveva un regime dittatoriale con un partito unico, e naturalmente affermazioni sulla politica e la giustizia erano rischiose. Uno slogan come Vedo l’uomo ma non conosco il partito è di un coraggio notevole. Anche la scritta: Grida libertà è da interpretare in senso politico.
Alcuni slogan
A stranger is like a child (Un forestiero non conosce gli usi e le pratiche sociali)
Because of the little, we will eat (Anche se è poco il guadagnato, è grazie a ciò che oggi mangeremo)
Gyae saa ye (Smettila di ficcare il naso negli affari altrui)
Cross and roses (Croce e rose)
Dwene ho bio (Pensa due volte)
Ehuru a ebedwo (C’è un tempo per ogni cosa)
Ma wonka (Lasciateli dire)
Faithfulness is forever (La fedeltà dura per sempre)
Onyame nnae (Dio non dorme)
Never rush in life (Nella vita non si deve avere precipitazione)
Yesu reba ntem (Gesù verrà presto)
Ryan van Eijk, Università di Tilburg (Olanda)
tratto da Afriche, 3/2009









