Le auto ti parlano e ti fanno riflettereChiunque cammini per le strade di un quartiere popolare di una città del Ghana può a stento evitare la vivacità di ciò che vi accade. Le persone vivono all’esterno delle loro case, e la strada è la linea di comunicazione vitale fra la gente. Per mezzo della strada le persone e le merci vanno da un luogo all’altro, e lungo la strada notizie, scandali e messaggi sono scambiati e commentati.
Se vi prendete la briga di osservare la scena stradale più in profondità, noterete immediatamente attorno a voi tutta una serie di scritte. I cartelloni pubblicitari fanno risaltare i loro messaggi, per attirare l’attenzione del potenziale cliente. Sulle pareti dei negozi, grandi e piccoli, o dei bar, potrete anche trovare dipinto uno slogan. E se osservate con attenzione le automobili usate per il trasporto di passeggeri e merci, noterete immediatamente gli slogan che sono posti su queste auto.
Gli slogan sono in una posizione chiaramente visibile e rilevante sulle auto, e hanno un colore che attira l’occhio. Lo slogan è scritto in lettere eleganti e ardite, e con un’ombra di colore contrastante che rende il testo ancor più attraente per l’occhio. I testi degli slogan sono scritti in inglese, in pidgin-English (l’inglese popolare deformato), o in una lingua ghanese, come il Twi, il Fanti o l’ Ewe.
Quando parliamo di testi non ci si deve aspettare frasi lunghe ed elaborate. Lo spazio disponibile sulle auto è, naturalmente, troppo limitato. Un testo normalmente consiste di qualche parola o di un’abbreviazione. In alcuni casi, il testo comincia sul davanti dell’auto e continua sul retro. E proprio la brevità di questi testi li rende per definizione suscettibili di molteplici interpretazioni. Ogni lettore farà le sue associazioni mentali e le sue interpretazioni quando legge un certo testo.
La consuetudine di dipingere un nome, un motto, una massima sul proprio veicolo è una pratica comune agli autisti di tutta l’Africa Occidentale. Non è chiaro da quanto tempo esiste questa usanza. La testimonianza più antica la troviamo in un articolo di B. Holas, scritto per il periodico francese “Notes Africaines” nel 1952. In esso l’autore fa notare che da alcuni anni i proprietari di mezzi di trasporto mettono iscrizioni sulle loro auto: “Ad Abidjan si è stabilito il costume tra gli imprenditori africani di trasporto di passeggeri, di fornire ai loro veicoli delle iscrizioni di fantasia.”
Espressione dell'arte popolare
Il fenomeno di dipingere disegni o scritte elaborate sui camion e sulle auto si è talmente diffuso e ha assunto una tale ampiezza, da suscitare persino l’attenzione degli appassionati di arte africana. E costoro hanno trovato una collocazione per questi “testi dipinti” all’intermo della cosiddetta arte popolare africane. Come suggerisce il nome, è una forma d’arte che è promossa e diffusa tra il popolo, la gente comune. È un’arte del popolo, fatta dal popolo, per il popolo.
L’habitat in cui si esprime ed evolve questa arte, che è un autentico melting pot, crogiolo di diversi elementi sociali e culturali, è eminentemente la città. Perché è la città che è il centro della vita politica, sociale ed economico; è dalla città che nasce il progresso; è in città che si incontrano il vecchio e il nuovo. Di solito l’arte popolare è considerata come un’arte commerciale: è arte che si vende ad un vasto pubblico.
L’artista popolare è più un artigiano che un vero artista. Il pittore ha un’approccio pragmatico al suo lavoro e si adatta ai desideri del suo cliente. Non ha ambizioni artistiche, ma vuole produrre oggetti e temi di richiamo che piacciano al cliente. Produce ciò che si vende con successo. Molto spesso le forme pittoriche sono stereotipate, per cui l’originalità e la creatività degli artisti si esprime di più nella formulazione dei testi che costituiscono gli slogan, che non nei disegni.
La maggior parte dei pittori sono autodidatti. Forzate dalle circostanze economiche e sociali, molte persone in città devono inventarsi il proprio lavoro e procurarsi un reddito nella cosiddetta economia informale. Dipingere i cartelloni o disegnare scritte sulle auto è uno di questi lavori. È un’occupazione che non richiede grandi investimenti, né particolare formazione, il che lo rende abbastanza facile da intraprendere.
Il numero dei pittori è grande, e ciò fa sì che si crei una forte competizione. Il pittore d’insegne è una professione connessa ai fattori economici, perché il pittore usa principalmente materiali importati (vernici), e dipende in gran parte dalle possibilità finanziarie dei clienti. In tempi di crisi economica, poi, non ci sono molti clienti. Nel trasporto vale la massima che il tempo è denaro, e così la rapidità del pittore nel realizzare ciò che desidera il cliente è fondamentale, poiché il veicolo deve rimettersi in funzione il più presto possibile, per guadagnare denaro. Molto spesso si dipingono gli slogan mentre il mezzo è immobilizzato in un’officina per delle riparazioni.
Flessibilità dei proverbi in una cultura orale
Il Ghana ha una cultura orale ricca ed antica, che è ancora oggi molto viva. I proverbi hanno un ruolo preminente in questa cultura orale. I proverbi sono una forma letteraria che esprime un contenuto in modo dinamico, e che usa le metafore per rendere le idee più visive. I proverbi sono il concentrato del sapere orale di un popolo: in essi si possono trovare tracce dei miti, delle leggende, dei racconti propri dell’etnia.
I proverbi si possono anche rintracciare nei pesi d’oro Akan, nelle canzoni, nei poemi epici e nel linguaggio dei tamburi. I proverbi sono una forma di linguaggio poetico che è molto utilizzata e apprezzata in Ghana.
Nei proverbi si esprimono commenti e critiche, si definisce, si confonde o si mette in ridicolo, e si danno consigli sulla vita. È un modo semplice di esprimere propri sentimenti e pensieri sulle situazioni della vita. La lista di soggetti è infinita. I più frequenti sono l’abuso di potere, l'autorità, la repressione, la morte, il destino, il matrimonio e l’arroganza. Usare i proverbi è un modo indiretto e nascosto di dire la verità o di esprimere critiche. I proverbi lasciano sempre una via di scampo: sarcasmo, ironia e critica possono essere dissimulate in un proverbio. Sono spesso usati in situazioni di conflitto che non si possono affrontare di petto, o in situazioni in cui si vuole che soltanto il diretto interessato capisca il messaggio.
Se abbiamo fatto questa lunga disanima sui proverbi, è perché la relazione fra i proverbi della tradizione orale del Ghana e gli slogan dipinti sugli autoveicoli è stata richiamata e sottolineata da parecchi autori. A questo proposito voglio riportare per esteso una citazione dello studiosi ghanese K.Yankah.
“L’uso dei proverbi tradizionali, nati in una cultura orale, è frequente anche nelle espressioni della cultura scritta, che siano articoli di giornale od opere letterarie. Ma è particolarmente significativo il fenomeno degli slogan scritti sui veicoli per passeggeri, originati da brevi massime spiritose, tipiche della mentalità orale, che sono spesso un telescopio filosofico sull’esperienza dell’individuo. Si potrebbe affermare che in Africa i veicoli per passeggeri sono diventati una sorta di mass-medium. Il grande numero di passeggeri che trasportano, le lunghe distanze che percorrono, come pure la loro facilità d’accesso per la gente ordinaria, li rendono un mezzo molto importante per diffondere informazioni e massime di saggezza."
esperienza e filosofia in termini vivaci
Continua Yanka: "Non è dunque così strano che proprio gli autoveicoli diventino il mezzo attraverso cui alcune persone comunicano agli altri idee e sentimenti personali. E lo fanno codificando il proprio messaggio esperienziale in termini filosofici molto vivaci. L’esiguo spazio a disposizione sul veicolo, come pure la sua continua mobilità, sfidano il filosofo popolare che ha idee o messaggi da comunicare, ad esprimerli in modo molto conciso. Alcune delle scritte dipinte sui veicoli sembrano essere pensieri incompleti, oppure sembrano esercizi di autoriflessione, altre appaiono come una parte di un dialogo immaginario, o stimoli a continuare la riflessione. Spesso sono difficilmente interpretabili, perché le circostanze esterne di queste scritte sono note esclusivamente all’autore o al destinatario.
Ci sono altri slogan che, invece, hanno un significato più completo ed esplicito per tutti. I loro autori, movendo dalla propria esperienza, deducono osservazioni generali sulla vita. In tal modo la loro esperienza è oggettivata e condivisa pubblicamente. Questi messaggi spesso prendono spunto da proverbi della tradizione orale.
Gli slogan sui veicoli sono un esempio della prontezza espressiva degli africani nei momenti di tensione e difficoltà, e della loro tendenza a codificare in modo conciso l’esperienza per compiacere ai sensi. Tale prontezza a manipolare le parole argute negli slogan deriva loro dalla grande familiarità con i canali della comunicazione basati sui proverbi.” (1)
Questa lunga citazione ci fa capire più chiaramente perché gli slogan sono dipinti sui veicoli. Essi si ricollegano alla funzione che hanno i proverbi nella cultura orale ghanese: rendere concrete e condividere pubblicamente esperienze e sapienza di vita. I proverbi e gli slogan degli autoveicoli concentrano in poche parole e immagini le esperienze e la saggezza di vita, e le rendono facili da ricordare. Si potrebbe affermare che sono il sale della vita. Ancora di più, gli slogan attirano l’attenzione su un certo tema. Obbligano il lettore a riflettere su un’esperienza, su un’idea, su una scoperta. Parecchi studiosi di antropologia e sociologia hanno fatto rilevare la connessione tra i proverbi orali e gli slogan sugli autoveicoli.
M. Coronel la ricollega al modo con cui i ghanesi decorano gli oggetti: “La decorazione ghanese è sotto molti aspetti filosofica, derivando dai proverbi tradizionali. La decorazione svolge la funzione di estensione visuale e fisica della ricchezza del proprietario, del suo status sociale e della sua religione, come pure la funzione, tipica della società ghanese tradizionale, di fare a gara nel prendersi in giro. La maniera di esprimere la saggezza e le esperienza di vita assumono molte forme e stili. Gli slogan possono essere puntigliosi o didattici, lamentosi o accusatori; possono invocare protezione o mettere in guardia contro i pericoli. Altre massime consigliano o incoraggiano, ringraziano persone o le prendono in giro. In realtà noi abbiamo già toccato i temi che si possono riconosce negli slogan.
Proverbi della tradizione akan
Non chiamare una giungla la foresta che ti dà rifugio.
Sono le acque calme e silenziose che fanno affogare l’uomo.
La stessa persona non può passare il tempo a festeggiare e diventare ricco.
Una sola menzogna rovina mille verità.
La rovina di una nazione comincia nelle case del suo popolo.
Non c’è medicina per curare l’odio.
Quando il gallo è ubriaco si dimentica del falco.
Chi tira un sasso contro una lucertola che si trova sul suo vaso?
È la pecora di uno stupido quella che fugge due volte dall’ovile.
È solo dopo che hai attraversato il fiume che puoi prendere in giro il coccodrillo.
La pioggia batte sulla pelle del leopardo, ma non gli lava le macchie.
Se sei ricco sei odiato, se sei povero sei disprezzato.
(1) Yankah K., “Proverbs: The Aesthetics of Traditional Communication”, in: Research in African Literature, Vol. 20 (1989) /4, p. 329-330
(2) Coronel M., Fanti Canoe Decoration, in: African Arts, Vol. 13 (1979) /1, p. 54
Ryan van Eijk, Università di Tilburg (Olanda)
tratto da Afriche, 3/2009
