Sara Tavares. In bilico tra due mondi

sara tavaresIn bilico tra due mondi

Influenzata dallo stile di Cesaria Evora, Sara Tavares porta con sé non solo le tradizioni culturali dell’arcipelago di Capo Verde, situato al largo del Senegal, ma diffonde con la sua musica quel meticciato sociale che si incontra per le vie della capitale lusitana

La sua voce è delicata come un soffio di vento e allo stesso tempo calda come i raggi del sole africano. Esprime vitalità e gioia, ma è capace di tratteggiare nell’aria la malinconia che può nascere nell’animo umano. Sara Tavares svela tutto questo e altro ancora. È una giovane artista che è un piacere scoprire, ascoltare e conoscere. La sua famiglia da Capo Verde si è trasferita a Lisbona ed è qui che Sara è cresciuta. L’ambiente sociale in cui è venuta a contatto rispecchia l’incontro e anche le contraddizioni di due realtà simili e al contempo diverse: da un lato, il mondo lusofono in cui si intrecciano modus vivendi angolani, mozambicani, capoverdiani; dall’altro, la cultura portoghese.

Da questa duplice influenza, ha voluto creare una sorta di sintesi attraverso la sua musica, dando vita a uno stile ibrido, in cui ritroviamo la morna, genere tradizionale capoverdiano reso popolare da Cesaria Evora, la coladeira (nata anch’essa a Capo Verde, con una struttura armonica simile alla morna da cui deriva, ma molto più cadenzata), la semba angolana (da cui ha tratto origine la samba brasiliana), ma anche ritmi afro-beat e un pizzico della saudade diffusa tradizionalmente dalle interpreti di fado. Sara è un’artista propensa ad atmosfere intrise di allegria, in cui confluiscono anche generi legati alla cultura afro-americana. Il suo primo album, Sara Tavares & Shout (1996), apprezzato in Portogallo, a Capo Verde e in Francia, è imbevuto di gospel, soul e funk più che di ritmi propriamente afro.

sara tavares-2In cerca di un’identità culturale

Ora le sue composizioni sono decisamente orientate verso un sound capoverdiano-lusofono, come dimostra l’album Balancê, composto interamente da lei stessa, in cui oltre a incantare con la sua voce vellutata, suona chitarra e percussioni.

Questa svolta ce la spiega direttamente Sara. “È avvenuta una sorta di evoluzione. Anni fa ero particolarmente attratta dalla musica afro-americana, ma con il percorso esistenziale e artistico che sto compiendo, ho riscoperto molti artisti africani come Lokua Kanza, Miriam Makeba e altri più legati alla cultura capoverdiana. Le emittenti televisive e radiofoniche in Portogallo, come un po’ in tutta Europa, trasmettono molta musica americana, ma ora più che mai sento l’esigenza di allontanarmi dalle sonorità troppo american way of life. Con la mia musica celebro l’identità creola e divulgandola la difendo, la mantengo in vita. Recuperare le mie radici è un modo per essere vicina alla comunità dove sono nata e in cui vivo”.

Nella sua musica si ritrova anche una fusione linguistica, con riferimenti allo slang parlato dagli africani nati e cresciuti in Portogallo: un modo per rappresentare la comunità lusitana di Lisbona. “Sono cresciuta circondata da persone provenienti da Paesi, quali Angola, Capo Verde, Mozambico, un tempo colonie portoghesi. Chi è immigrato e anche chi è nato in Portogallo vive una realtà complessa, dalle mille sfaccettature, perché risente dell’effetto diaspora. L’identità è in bilico, perché è un incrocio tra influssi africani e portoghesi. Lo slang rappresenta la nostra cultura meticcia. Ci piace mescolare portoghese, creolo, inglese e mi diverte trasporre questa fusione anche nella mia musica che ha assorbito vari influenze africane, portoghesi, afro-americane”.

sara tavares -cd1La risposta è unire varie tradizioni e soprattutto accettarsi

Il disco più intenso prodotto da Sara è indubbiamente Balancê, che significa equilibrio. Una scelta che esprime la sottile armonia dei contrasti, tra il sole e la luna, le lacrime e i sorrisi, la felicità e il lato malinconico della vita.

Balancê è un progetto musicale molto profondo. Nei testi ci sono spesso riferimenti all’autostima. Un messaggio indirizzato solo alla comunità capoverdiana e lusofona per alleggerire l’effetto diaspora e, precisa, Sara: “In questo mondo, a causa di determinati modelli precostituiti e discutibili, il pericolo di perdere la stima in se stessi è molto alto. Se non sei grande in qualcosa sembra che non vali niente. Non è così! E il rischio è ancor maggiore per chi vive una situazione di limbo come noi di origine capoverdiana trapiantati a Lisbona: non siamo africani, ma non siamo nemmeno portoghesi. Ma possiamo far emergere la bellezza e la ricchezza che questo meticciato porta con sé”.

Silvia Turrin

Per approfondire:

sara tavares-cd 2- Il sito ufficiale dove trovare le news relative a concerti e informazioni biografiche/discografiche

- L'etichetta che ha prodotto gli ultimi suoi cd

Dischi consigliati:

- Xinti, World Connection, 2009

- Balancê, World Connection, 2006

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