È ciò che si prefigge la Music Therapy Community Clinic, centro fondato nel 2002 a Cape Town da Sunelle Fouché (Direttore esecutivo) e da Kerryn Torrance, esperte in musicoterapia. Questa disciplina, diffusa maggiormente in ambienti anglosassoni (in particolare negli Stati Uniti e in Inghilterra), consiste, secondo Susan Munro e Balfour Mount, tra i massimi esponenti in materia: “Nell’uso controllato della musica, dei suoi elementi e della loro influenza sull’essere umano per favorire l’integrazione fisiologica, psicologica ed emotiva dell’individuo durante la cura di una malattia e/o di una disfunzione”.
È ormai noto, grazie a varie ricerche condotte negli ultimi anni, che le vibrazioni musicali agiscono sulla parte emotiva dell’essere umano e stimolano anche svariate aree cerebrali. Le moderne tecniche di analisi, come la PET (Tomografia ad Emissione di Positroni), riescono a mostrare in tempo reale i segnali corrispondenti a un aumento dell’attività cerebrale in quelle aree raggiunte dai suoni. La musica ha effetti sulla sfera cognitiva, sull’attenzione e sui processi chimici interni.
Partendo da queste premesse metodologiche e concettuali, il personale della Music Therapy Community Clinic ha avviato una serie di programmi con l’intento di fornire sostegno psicologico, oltre che sociale, a bambini e adulti affetti da HIV o malati di AIDS, vero e proprio dramma in Sudafrica, nazione tra le più colpite da questo pesante fardello.
Musica e interazione di gruppo
La separazione dalla loro famiglia, trattamenti medici spesso invasivi, solitudine, carenza di affetto sono quei lati oscuri che incidono pesantemente sull’equilibrio psico-fisico, indebolendo il già logorato sistema immunitario. Nei bambini la malattia ha forti ripercussioni a livello psicologico. Gli operatori della Music Therapy Community, per eliminare sentimenti di isolamento e abbandono, propongono attività di gruppo, in cui avviene un’interazione con terapeuti esperti attraverso la musica e il gioco.
«Le dinamiche di gruppo unite all’attenzione per ogni singolo individuo accrescono i sentimenti di fiducia non solo verso se stessi, ma anche verso gli altri. Questo si percepisce tra i bambini, ma anche tra gli adulti. È importante aiutarli a forgiare una propria personalità, oltre che infondere loro consapevolezza nelle proprie capacità. L’AIDS è una malattia che logora non solo il fisico, ma anche la psiche. L’insicurezza e la poca stima verso se stessi non fanno altro che acutizzare la patologia. Il musicoterapeuta risponde agli stimoli dei pazienti creando un dialogo sonoro che permette, a seconda dei casi, di sbloccare atteggiamenti di chiusura, insicurezza, rigidità», spiega Alexanne Tingley, coordinatrice dei progetti.
Per rafforzare la dimensione psicologica dei pazienti, le loro dinamiche emozionali e le interrelazioni sociali viene dunque impiegata la musica.
Oltre a Siyaphila, un altro interessante programma è stato avviato presso l’ospedale Brooklyn Chest TB di Milnerton, l’unico nella provincia del Western Cape ad essere specializzato nella cura della tubercolosi: malattia certamente curabile, ma ancora diffusa in certe zone del Sudafrica. Molti pazienti affetti da HIV che la contraggono vengono ricoverati in questa struttura. I tempi di ospedalizzazione vanno dai 3 ai 6 mesi. I professionisti della Music Therapy Community Clinic portano avanti iniziative per alimentare motivazione nei pazienti e per farli uscire da eventuali stati di depressione.
Anche lo staff medico e infermieristico viene coinvolto tramite varie forme espressive, come l’improvvisazione musicale: il fine è quello di migliorare il loro morale e la relazione professionale con i malati.
Tutti i progetti realizzati dal personale della Music Therapy Community Clinic sono gratuiti, finanziati impiegando fondi raccolti grazie a benefattori.
Silvia Turrin
14-10-2009
Per ulteriori informazioni:
Alexanne Tingley, The Music Therapy Community Clinic
alexanne@music-therapy.co.za
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