Un giorno sono venuti i giovani a fare un lavoro “gratuito” nel giardino e abbiamo parlato delle viti. Poi ho capito che lo Spirito Santo mi “soffiava” a leggere il capitolo 15 del Vangelo di San Giovanni, attraverso il prisma della “gratuità” di Dio.
Ho meditato che la gratuità è il modo come Dio ha voluto rivelarsi. La morte di Gesù svela l’atto gratuito per eccellenza. Lui ci ha lasciato il comandamento di amarci come “io ho amato voi”. Lo spogliarsi è il fiore della gratuità. Siamo dunque invitati come discepoli a entrare in questa gratuità. Solo chi riconosce concretamente l’amore gratuito di questo gesto, sarà spinto a dare la vita “per i suoi amici”. Allora possiamo rileggere così il versetto 4: “Rimanete in questa gratuità come io rimango gratuitamente in voi”.
Quando Gesù invia i suoi discepoli, li ammaestra: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Quindi ho letto così i versetti 8 e 16: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi gratuitamente, e vi ho costituiti perché andiate e portiate gratuitamente molto frutto per glorificare la gratuità di Dio affinché diventiate i miei missionari”. Penso che questa chiamata che Dio mi ha fatto per diventare missionario Sma per sempre, sia la vocazione d’imitare Gesù Missionario, e come Lui, essere amante in piena gratuità, fedeltà e compassione. La missione non è altro che l’opera gratuita di Dio per far nascere il suo Regno e tutti noi siamo invitati a parteciparne.
Oggi si parla troppo di globalizzazione, ma il mondo vive la perdita di una visione globale della vita e della gratuità. Infatti ricordate il G8 riunito à L’Aquila in luglio? … Ma vi confesso che sono scettico dell’aiuto che ha offerto all’Africa. Sarebbe meglio che loro togliessero i vincoli al commercio mondiale che impediscono ai paesi africani di vendere i loro prodotti agricoli nei paesi ricchi. E poi ho pensato, ecco la nostra sfida oggi: diventare missionari della gratuità liberatrice di Dio e contagiare i nostri fratelli e il mondo intero di gratuità senza frontiere.
Ho riflettuto molto sul v. 11: “Questo vi ho detto affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia giunga alla pienezza”. Le parole del nostro Fondatore M. de Brésillac, mi hanno chiarito questo versetto: “La gioia che vi auguro, è la gioia del servitore che ama il suo Maestro e gode di lavorare per Lui. La gioia di una legittima vocazione che ci fa sentire bene laggiù dove il Signore ci ha messo … perché ha un unico desiderio nel mondo: fare quello che Dio vuole, come Lui vuole e niente di più”.
E finalmente il giorno della mia “pasqua missionaria” è venuto e ci siamo riuniti con i confratelli SMA e il vescovo. Nella cappella della nostra casa a Niamey, con la sabbia come pavimento, e due viti sull’altare come icona dell’amore gratuito di Gesù, ho pronunciato solennemente il mio giuramento perpetuo. Con la bellezza e profondità delle cose semplice, con gli affetti sinceri dei miei fratelli ho sentito l’abbraccio del Dio missionario e la “gioia del servitore che gode lavorare per Lui” per sempre .
Grazie mille delle vostre preghiere!
P. Carlos Bazzara sma - Niger









