P. Carlos dal Niger: Le viti della gratuità

Pregavo lo Spirito Santo per illuminarmi sul tema del ritiro del mio giuramento perpetuo come missionario SMA. Avevo piantato due viti nel giardino della nostra casa, e sebbene sapessi che forse non avrebbero potuto dare frutto, ho voluto farlo per mostrare alla comunità la “pianta del vino” come la si conosce quando si traduce in lingua locale Gv 15. Questa pianta è speciale perché Gesù stesso l’ha presa per identificarsi in una bella allegoria. Quando la vedo ogni mattina, mi sembra un’icona di Gesù.

Un giorno sono venuti i giovani a fare un lavoro “gratuito” nel giardino e abbiamo parlato delle viti. Poi ho capito che lo Spirito Santo mi “soffiava” a leggere il capitolo 15 del Vangelo di San Giovanni, attraverso il prisma della “gratuità” di Dio.

bazzara c giuramentoIl grande mistico spagnolo San Giovanni della Croce, chiamava Dio “Musica silenziosa”. E’ questa musica silenziosa e “gratuita” che ho cercato durante il mio ritiro, per prepararmi al giuramento perpetuo della SMA.

Ho meditato che la gratuità è il modo come Dio ha voluto rivelarsi. La morte di Gesù svela l’atto gratuito per eccellenza. Lui ci ha lasciato il comandamento di amarci come “io ho amato voi”. Lo spogliarsi è il fiore della gratuità. Siamo dunque invitati come discepoli a entrare in questa gratuità. Solo chi riconosce concretamente l’amore gratuito di questo gesto, sarà spinto a dare la vita “per i suoi amici”. Allora possiamo rileggere così il versetto 4: “Rimanete in questa gratuità come io rimango gratuitamente in voi”.

Quando Gesù invia i suoi discepoli, li ammaestra: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Quindi ho letto così i versetti 8 e 16: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi gratuitamente, e vi ho costituiti perché andiate e portiate gratuitamente molto frutto per glorificare la gratuità di Dio affinché diventiate i miei missionari”. Penso che questa chiamata che Dio mi ha fatto per diventare missionario Sma per sempre, sia la vocazione d’imitare Gesù Missionario, e come Lui, essere amante in piena gratuità, fedeltà e compassione. La missione non è altro che l’opera gratuita di Dio per far nascere il suo Regno e tutti noi siamo invitati a parteciparne.

Oggi si parla troppo di globalizzazione, ma il mondo vive la perdita di una visione globale della vita e della gratuità. Infatti ricordate il G8 riunito à L’Aquila in luglio? … Ma vi confesso che sono scettico dell’aiuto che ha offerto all’Africa. Sarebbe meglio che loro togliessero i vincoli al commercio mondiale che impediscono ai paesi africani di vendere i loro prodotti agricoli nei paesi ricchi. E poi ho pensato, ecco la nostra sfida oggi: diventare missionari della gratuità liberatrice di Dio e contagiare i nostri fratelli e il mondo intero di gratuità senza frontiere.

Ho riflettuto molto sul v. 11: “Questo vi ho detto affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia giunga alla pienezza”. Le parole del nostro Fondatore M. de Brésillac, mi hanno chiarito questo versetto: “La gioia che vi auguro, è la gioia del servitore che ama il suo Maestro e gode di lavorare per Lui. La gioia di una legittima vocazione che ci fa sentire bene laggiù dove il Signore ci ha messo … perché ha un unico desiderio nel mondo: fare quello che Dio vuole, come Lui vuole e niente di più”.

E finalmente il giorno della mia “pasqua missionaria” è venuto e ci siamo riuniti con i confratelli SMA e il vescovo. Nella cappella della nostra casa a Niamey, con la sabbia come pavimento, e due viti sull’altare come icona dell’amore gratuito di Gesù, ho pronunciato solennemente il mio giuramento perpetuo. Con la bellezza e profondità delle cose semplice, con gli affetti sinceri dei miei fratelli ho sentito l’abbraccio del Dio missionario e la “gioia del servitore che gode lavorare per Lui” per sempre .

Grazie mille delle vostre preghiere!

P. Carlos Bazzara sma - Niger


 

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