Leila Aboulela è nata nel 1964 in Egitto ed è poi cresciuta a Khartoum, in Sudan. Ha terminato i suoi studi a Londra, dove ha vissuto e lavorato come giornalista e scrittrice per la BBC. Le sue novelle, scritte negli anni ’90, hanno riscosso da subito un grande successo e sono state trasmesse in serie da BBC Radio.
Una di queste, The Museum, ha vinto nel 2000 il Caine Prize for African Writing e l’anno successivo, la raccolta Coloured lights, è stata trasmessa con grande successo sempre dalla BBC Radio.
E’ autrice di due romanzi, The Translator (1999) e Minareto (2005), tradotto quest’ultimo in italiano da Rizzoli nel 2006.
Oggi Leila vive tra Abu Dhabi e Aberdeen, in Scozia.
I suoi racconti e romanzi affrontano i temi dell’immigrazione e della ricerca di identità, religiosa e linguistica.
The Translator racconta, in terza persona, la vita di Sammar, una giovane vedova sudanese che vive in Scozia lavorando per un Professore di Storia Medio-Orientale e traducendo per lui- dall’arabo all’inglese- i testi di un gruppo religioso estremista.

La traduzione del testo scritto corrisponde ad un cambiamento nelle vite di entrambi i protagonisti, un passaggio da una condizione all’altra.
In Minareto la protagonista e voce narrante è Najwa, una giovane donna sudanese costretta a fuggire da Khartoum dopo il colpo di stato del 1989 e a vivere a Londra con la sua famiglia.
Il romanzo - su piani stilistici diversi - ripercorre quegli anni fino ai giorni nostri. Ripercorre la lenta presa di coscienza personale e religiosa di Najwa che, via via, perde la superficialità delle sue vecchie abitudini per scoprire l’essenza nella comunità islamica della Moschea di Regent’s Parck: due mondi che convivono nell’indifferenza o nel multiculturalismo di Londra.
Di lei gli scrittori africani Ben Okri e J.M. Coetzee, hanno sottolineato la scrittura poetica e profonda, la prosa toccante, delicata, ironica e animata da una “rabbia gentile”.
I suoi racconti, in parte autobiografici, affrontano il tema della complessità culturale e della reciproca comprensione.
Capire l’altro è un atto estremamente difficile: rientra nello spazio complesso fatto di parole, linguaggi, pregiudizi, immagini, identità e culture.
Maria Ludovica Piombino
