La Costa d’Avorio al Sinodo Per l’Africa

Erano sei, i rappresentanti diretti della Costa d’Avorio al II sinodo per l’Africa tenutosi a Roma dal 4-25 ottobre scorso: Mons. Joseph Aké, arcivescovo di Gagnoa e presidente della conferenza episcopale del paese; S.Em.R. Card. Bernard AGRÉ, Arcivescovo emerito di Abidjan; Mons. Beby Gaspard, vescovo di Man; Rev. Pierre Noël NIAVA, Cappellano Nazionale dei Militari, - Sig.ra Geneviève Amalia Mathilde SANZE, Responsabile dell'Opera di Maria - Movimento dei Focolari, Abidjan; Sig. Assandé Martial EBA, Membro della “Fondation Internationale Notre Dame de la Paix”, Yamoussoukro.

Intervenendo per primo alla quinta Congregazione generale, Mons. Joseph Aké, arcivescovo di Gagnoa e presidente della conferenza episcopale del paese si è chiesto “Come può, la Chiesa in Africa, essere sale della terra e luce del mondo se non si mette in causa nella sua gestione dei fedeli e dei sacerdoti, nel suo esercizio del potere e dell’autorità?” e suggerisce: “Se la Chiesa vuole svolgere il proprio ruolo di operatrice di pace, di riconciliazione e di giustizia efficacemente, deve cominciare col mettere in pratica al suo interno ciò che insegna e preoccuparsi di creare le strutture necessarie e indispensabili per la formazione e l’educazione dei suoi fedeli”.

Alla nona Congregazione generale, il Card. Bernard Agré, arc. Emerito di Abidjan, ha mostrato come molti stati africani sono caduti “nelle trappole degli "assassini finanziari", sciacalli mandati da organismi avvezzi ai contratti sleali, destinati ad arricchire le organizzazioni finanziarie internazionali abilmente sostenute dai loro stati o da altre organizzazioni immerse nel complotto del silenzio e della menzogna. I profitti strabilianti vanno agli assassini finanziari, alle multinazionali e ad alcuni personaggi potenti del paese stesso che fanno da paravento agli affari stranieri. Così la maggior parte delle nazioni continua a marcire nella povertà e nelle frustrazioni che questa genera”. Il card. vede nel debito nazionale, una malattia programmata da specialisti degni dei tribunali che giudicano i crimini contro l'umanità, la cospirazione malvagia per soffocare intere popolazioni.
La cancellazione pura e semplice dei debiti non è più un atto di carità, ma di giustizia: gli esperti sanno che da anni la maggior parte è stata effettivamente rimborsata.

Così, chiede al Sinodo di considerare il problema dell'annullamento dei debiti e suggerisce la creazione di “una Commissione internazionale, composta di esperti dell'alta finanza, pastori bene informati, uomini e donne del Nord e del Sud, con il compito di:
- studiare la fattibilità dell'operazione essendo evidente che non tutto è uguale dappertutto;
- prendere ogni tipo di provvedimento per evitare di ricadere nelle stesse situazioni;
- sorvegliare concretamente l'uso trasparente delle somme così economizzate, perché siano effettivamente utili a tutti gli elementi della piramide sociale: contadini e abitanti della città.
- evitare che dalle ricadute di questa abbondante manna del secolo traggano vantaggio sempre le stesse persone, del luogo e gli stranieri”.

Il Rev. Pierre Noël, nel presentare la situazione attuale della Costa d’Avorio, ha messo a fuoco l’accordo di Ouagadougou (4 marzo 2007) che ha permesso “grandi progressi con molti effetti positivi come il disarmo, la smobilitazione degli ex combattenti, l'integrazione dei ribelli nell'esercito, la soppressione della zona di sicurezza, ecc., ma soprattutto è stata stabilita la data delle elezioni presidenziali, che si svolgeranno il prossimo 29 novembre”. Ha poi ricordato l’impegno della Conferenza episcopale nella riconciliazione: “I vescovi hanno avuto diversi incontri con i leader politici e le forze belligeranti per riportarli alla ragione. Inoltre, sin dall'inizio della crisi, hanno indirizzato diversi messaggi alla popolazione”.

La Sig.ra Geneviève ha mostrato come il Movimento dei Focolarini contribuisce alla riconciliazione, alla giustizia e alla pace in Africa, con l’esempio della popolazione Fontem del Cameroun che ha accettato la proposta di Chiara Lubich nel 2000: “...è come un giuramento in cui noi ci impegniamo a essere sempre pienamente in pace tra noi e a rifare la pace nel caso in cui essa sia minacciata... Voi tutti siete liberi di seguire la fede dei vostri padri, se la vostra coscienza ve lo suggerisce, ma non siete liberi di non amare”. Da 10 villaggi, oggi sono 16 le popolazioni che hanno aderito al progetto con frutti numerosi come le “richieste di perdono e di riconciliazione tra parenti e tra vicini, il rispetto dei valori morali, la riscoperta dei sacramenti, l'esperienza della pace interiore che la famiglia dà e crea sia in casa che nella comunità locale ecc”.

Per il Sig. Assandé Martial EBA, l’istituzione d’un Consiglio di saggi operando al fianco della circoscrizione territoriale favorisce la pace sociale e aiuta alla riconciliazione. Importante che i datori di lavoro e le imprese operino secondo giustizia. Per “favorire l’emergere di un nuovo genere di laici, dei laici leader, capaci di mantenere alta la fiamma della fede nel loro ambiente, per farvi regnare la giustizia e la pace e, soprattutto, dimostrarsi veri agenti di riconciliazione,… auspichiamo che questo Sinodo approfondisca le seguenti soluzioni:

- Realizzare un nuovo metodo di catechesi adeguata, che tenga conto dell’aspetto della conversione dei cuori.
- Favorire la formazione spirituale, civica, morale e politica dei laici riguardo alla Dottrina Sociale della Chiesa.
- Introdurre nel programma di formazione dei seminaristi la gestione contabile e finanziaria delle parrocchie e delle altre strutture diocesane.
- Favorire la realizzazione di Associazioni in diversi settori di attività e assegnare loro dei cappellani.
- Favorire la realizzazione di una struttura di laici che operi in stretta collaborazione con le Conferenze episcopali per studiare, analizzare e dare pareri su tutte le questioni importanti della vita delle Chiese.
- Favorire l’istituzione del diaconato permanente e il servizio degli ordini minori”.

P. Bernard Tondé

8-11-2009



 

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