“In parrocchia, nel vicariato, si fanno tante cose, c'è molta solidarietà, ma è questa la missione? E le partenze?”
Bella domanda! E anche impegnativa …
Riconosco che non è facile rispondere perché … è vero … nelle parrocchie in generale e nella vostra in particolare si fanno tante belle cose, varie attività di solidarietà per “le missioni”, e non si può dire che questa non sia MISSIONE. Come non si può dire che è giusto parlare di missione solo in relazione a chi parte. E allora?
Per chiarirmi le idee e per facilitare la risposta, tento di risalire alla mia esperienza personale.
Prima di diventare missionaria, ero molto impegnata nella mia parrocchia di origine e allo stesso tempo frequentavo regolarmente la casa di Feriole. Ricordo che uno degli aspetti che mi interrogavano di più era proprio questo: ha senso un gruppo missionario in parrocchia (come lo intendevo allora) quando tutti dovremmo essere missionari?
E … se tutti siamo missionari là dove viviamo, perché alcuni partono? E io?
Alla prima domanda non sono ancora riuscita a dare una risposta “confezionata”. Solo mi dico che se il gruppo missionario, oltre a preparare i pacchi da inviare ai missionari e a organizzare i mercatini (impegni lodevoli!) aiuta anche (soprattutto) la parrocchia a crescere nell’apertura ai lontani, nell’attenzione ai più bisognosi, nell’universalità e cattolicità della Chiesa … beh, ben vengano i gruppi missionari, anzi … promuoviamoli!
Ma tutto questo è sufficiente?
Passare da una pastorale missionaria del “fare” tante cose per coloro che sono lontani, missionari e poveri, a una spiritualità missionaria che mette l’accento sull’ "essere" … essere interessati, essere coinvolti, essere aperti e accoglienti, essere vicini … già questo è un passaggio di non poca rilevanza.
E le partenze?
Mi sono accorta, sempre per esperienza personale, che se il Signore mette nel cuore di una persona il fuoco della Missione, vale a dire l’urgenza di portare ad altri, vicini o lontani, l’Amore ricevuto … NON E’ PIU’ POSSIBILE STARE FERMI.
San Paolo a questo proposito diceva: “guai a me se non evangelizzo”. Lui, che aveva conosciuto in prima persona l’amore del Signore, sentì l’urgenza, anzi il dovere di annunciarlo agli altri …
Allora il problema non sta più nei piedi … partire o non partire, ma sta piuttosto nel cuore!
Permetto al mio cuore di “partire in missione”?
Mi sono accorta, lungo il percorso di discernimento e di scelta di consacrata missionaria, ad vitam, ad gentes, ad extra, che era il cuore il primo organo che doveva partire … e non i piedi!
Portare il Cristo era ed è ancora l’elemento essenziale, il dove e il come diventava relativo!
Ma non vorrei essere fraintesa! Qualcuno può pensare: allora vedi che non è necessario partire??
NO … non volevo dire questo!
Affermare che la partenza è relativa, non significa dire che non è necessario partire …
Significa piuttosto riconoscere che, una volta che il cuore è “partito in missione”, anche le gambe sono obbligate a seguirlo … Le gambe sono “relative” al cuore, se il cuore si muove, anche loro saranno obbligate a mettersi in moto … dove e come … questo dipende dalla vocazione di ciascuno.
Ci sono tante persone che partono pur restando ferme, pensate a S. Teresa di Lisieux, che è stata proclamata patrona delle Missioni. Ce ne sono altre, come la sottoscritta, come i missionari che voi conoscete, che per rispondere alla loro vocazione missionaria, partono lontano, per un periodo di tempo o per tutta la vita.
Questo dà loro il privilegio di essere come un PONTE, non soltanto tra il Cielo e la Terra, ma anche tra Chiese, tra popoli e culture … tra religioni diverse.
Io credo, anzi, ne sono convinta, che la cosa più importante in assoluto sia quella di essere se stessi e dovunque donati agli altri, nella risposta alla propria vocazione.
E se il Signore ti chiama a partire, non solo con il cuore ma anche con i piedi … accogli l’invito … non lasciare che qualcosa o qualcuno ti freni o ti impedisca di andare fino in fondo … è una splendida Avventura seguire il Signore nella vocazione missionaria … un’avventura che ti condurrà “lontano” …
Feriole, 3-12-2009
Sr Marta Pettenazzo









