Sono di passaggio nella capitale Niamey per festeggiare insieme ai confratelli SMA presenti in Niger l’8 dicembre: data che ha dato inizio alla nostra avventura missionaria per l’evangelizzazione dell’Africa. La storia della SMA infatti inizia nel lontano 8 dicembre 1856 quando il vescovo Melchior de Marion Brésillac (fondatore), e altri sei confratelli consacrarono la loro vita al servizio dell'Africa. Per questo solenne atto d’inizio si recarono ai piedi della Madonna nel santuario a lei dedicato sulla collina di Fourvière che domina la città di Lione (Francia). Nasceva così la Società delle Missioni Africane, è il nostro Natale. Buon Natale a tutti voi, amici della missione che in vari modi sostenete il nostro andare con la preghiera e la comunione dei beni.
“ È venuto per abbattere il muro di separazione che era frammezzo”
Tre domeniche fa ero a Kilubiga, un villaggio che dista 36 km da Bomoanga, dove prima della stagione delle piogge, avevamo messo in piedi la struttura metallica di una nuova cappella. I cristiani di questa piccola comunità vi hanno poi costruito attorno il muro con mattoni di terra. Al mio arrivo constato che il muro della facciata è completamente caduto. Chiedo spiegazioni e semplicemente mi viene detto che è stata l’ultima pioggia, caduta eccezionalmente abbondante a fine ottobre insieme ad un forte vento, che ha steso a terra il già fragile muro.
Per istinto, o per deformazione professionale, mi viene subito in mente la frase paolina di Efesini 2,14: “ è venuto per abbattere il muro di separazione che era frammezzo ”.
Mi danno da sedere e attraverso questa grande apertura guardo i cortili e le capanne del villaggio e il venire lento dei pochi cristiani verso la chiesetta. Tra questi noto anche l’avvicinarsi del figlio del capo-villaggio. Suo padre è morto un anno e mezzo fa e i suoi funerali solenni si faranno tra qualche mese, come prevede la tradizione, e poi si sceglierà un nuovo capo. Ci scambiamo i saluti di rito e poi vedo che va a sedersi sul banco alla mia destra. Cominciamo la messa e a tutti rivolgo una parola di benvenuto.
Con mia grande sorpresa, il figlio del capo villaggio partecipa pure lui alla messa e mentre preghiamo il Padre Nostro sento che anche lui lo ripete con un piccolo ritardo sul gruppo. Nello scambio delle notizie e dei problemi della comunità, interviene con convinzione per incoraggiare il catechista a perseverare nonostante le difficoltà legate all’incostanza dei catecumeni.
Mentre condivido col catechista il piatto di riso preparato come pasto, gli chiedo semmai il figlio del capo villaggio gli abbia manifestato il desiderio di pregare con noi. Mi risponde che è la prima volta che vi partecipa, in verità faceva parte del primo gruppo di simpatizzati cristiani che il primo missionario di Bomoanga visitava di tanto in tanto. Probabilmente la forte personalità del papà capo villaggio, molto legato ai feticci e ai suoi amuleti che portava vistosamente sulle braccia (padre François Moulin che l’ha conosciuto, mi diceva che gli ha sempre rifiutato la stretta di mano nei saluti per paura di esserne negativamente influenzato), ha reso combattuta la sua decisione fino ad oggi e gli ha impedito di fare la sua libera opzione.
E’ forse troppo presto per avanzare supposizioni di adesione di fede… se sarà eletto capo villaggio chissà se saprà perseverare. Certo un muro è caduto e un grande passo è stato fatto da quest’uomo in ricerca.
Personalmente credo che la parola che d’istinto mi è venuta nel cuore al mio arrivo, trovi ora tutto il suo senso.
“Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne (Natale), la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini” (Ef 2,14-17). Mentre metto in moto, riguardo il muro abbattuto della facciata della chiesa : Natale è sempre un nuovo inizio, e speriamo che lo sia anche per la comunità di Kilubiga !
“ Troverete un bambino avvolto in fasce”
Domenica scorsa abbiamo celebrato a Bomoanga la festa del ringraziamento per il raccolto.
Nel pomeriggio sono stato a far visita alle due gemelline, Unbanipo e Yenpanla, che proprio un anno fa, a inizio dicembre, sono nate. Per il loro primo compleanno non c’è stata torta e candelina da spegnere. Ma ho portato loro in dono delle copertine di lana fatte a mano da due nonne di Madignano.
Regalo molto apprezzato. Di questi tempi soffia il vento del deserto e di notte la temperatura scende di molto.
La scorsa notte la temperatura è scesa di 11 gradi. L’escursione termica va da +30 gradi di giorno a +18° di notte. Per la notte di Natale di questo passo saremo anche noi al freddo e al gelo (+12°).
Le gemelline sono state la sorpresa di Natale 2008 , ma grazie a Dio possiamo ora dire che la vita ha trionfato sulla morte e sui pregiudizi. Quest’anno il nostro presepe vivente si è arricchito di due copertine di lana.
Nei concorsi di presepi natalizi annoverate anche il nostro, se venite a Bomoanga “troverete due gemelline avvolte in coperte di lana”. Ma freddo e gelo è anche il clima politico-sociale attuale: col 22 dicembre prossimo finisce il doppio mandato dell’attuale presidente che, ritenendosi indispensabile, ha pensato bene di cambiare la costituzione per proseguire il suo impegno. Speriamo che Natale porti pace!
Shalom
p. Gigi Maccalli, dal Niger
9 dicembre 2009
