L’antico liuto araboTra i virtuosi contemporanei di oud (scritto anche ud) non si può non inserire il nome del musicista Anouar Brahem. Nato nel 1957 a Halfaouine, nel vecchio centro arabo di Tunisi, ha iniziato ad avvicinarsi a questo antico strumento tipico quando aveva solo dieci anni. Da allora, non l’ha mai più abbandonato, tanto da diventare un maestro ben noto anche oltre i confini del Maghreb.
Oltre i confini della Tunisia
È definito dagli Arabi amir at-tarab, “il sultano degli strumenti musicali”, ed è diffuso nel Nord Africa, nel Medio Oriente e nell’Asia Centrale. Fra le prime testimonianze storiche legate all’oud figurano sigilli cilindrici risalenti al periodo Accadico (2359-2159 a.C.), rinvenuti nell’attuale Iraq, conservati presso il British Museum di Londra. Appartenente alla famiglia dei liuti, l’oud – che letteralmente significa “legno” – è un cordofono, caratterizzato dal manico stretto e corto, con la cassa armonica arrotondata.
È lo strumento più utilizzato nella cultura araba per spiegare la teoria musicale ed è sempre presente nelle varie feste, grazie al suono delicato e caldo che diffonde. Anouar Brahem ha consacrato la sua vita all’oud e alle architetture sonore che esso sa generare, realizzando unicamente composizioni strumentali. “Il mio interesse per la musica strumentale – ha affermato l’artista tunisino – era diventato talmente forte che ho finito per ribellarmi alla dominazione del canto nella cultura musicale araba. Sono stato tra i primi compositori tunisini ad aver realizzato concerti esclusivamente caratterizzati da musica strumentale”.
Questa sua predisposizione, gli ha permesso di andare oltre gli steccati del linguaggio e di riuscire a far breccia in Europa, in particolare in Francia, dove ha collaborato con il noto coreografo Maurice Béjart, suonando, ogni giorno davanti a cinquemila spettatori, nello spettacolo Thalassa Mare Nostrum.
Un omaggio alla poesia palestinese
Importante poi sono i vari progetti creati a fianco di Manfred Eicher, fondatore della prestigiosa etichetta tedesca ECM, col quale ha realizzato album profondamente intensi, tra cui Le Voyage de Sahar e l’ultimo The Astounding Eyes of Rita (2009), in cui le sonorità tradizionali orientali si combinano armoniosamente con elementi jazz, grazie all’intreccio fra oud, clarinetto (Klaus Gesing), contrabbasso (Bjorn Meyer), darbouka e bendir (Khaled Yassine), altri strumenti tipici della cultura araba e mediorientale. Quest’ultimo progetto è interamente dedicato al poeta palestinese Mahmoud Darwish (1941-2008), auto-definitosi “un profugo nella propria patria”. Nel ’48, Darwish fu costretto a lasciare la città natale, in Galilea, e quando tornò con la famiglia in Palestina, del suo antico villaggio trovato distrutto, rimanevano solo ricordi, offuscati dalla nuova presenza di un insediamento ebraico. Come il poeta palestinese ha vissuto in Libano, così Anouar Brahem, ancor prima di produrre The Astounding Eyes of Rita, nel 2006, subito dopo il conflitto israelo-libanese, ha realizzato un toccante film-documentario, intitolato Mots d'après la guerre, i cui protagonisti sono i racconti degli artisti e degli intellettuali libanesi.
Ricorda il musicista: “Ho ascoltato fiumi di parole dai politici, militari, esperti, analisti di guerra. Tutte le reti televisive hanno dato spazio a queste figure, ad eccezione degli intellettuali e degli artisti”. Brahem ha voluto affidare alla voce di giornalisti, scrittori, direttori di teatro, poeti, architetti, registi, “un altro punto di vista”, un altro sguardo della guerra. “Quest’esperienza è stata per me importante – ha sottolineato – ma il mio primo amore rimane l’oud”. Uno strumento attraverso il quale sa diffondere suoni capaci di creare un ponte musicale tra varie culture.
Dopo aver tenuto un concerto intenso a Parigi, il 9 dicembre 2009, Brahem si esibirà con l’anno nuovo in altre location (tra cui Barcellona, Bordeaux, Bruxelles). Purtroppo, non rientra nel suo tour il nostro Paese.
Silvia Turrin
Per approfondire:
Il sito ufficiale dell’artista tunisino (in francese, con una pagina in italiano dedicata all’oud)
Dischi consigliati:
- The Astounding Eyes of Rita, ECM, 2009
- Le Voyage de Sahar, ECM, 2006
- Le Pas du Chat Noir, ECM, 2002
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