Ecoturismo

Capo Verde. Non solo turismo

capo verdeL’arcipelago al largo del Senegal, immerso nell’oceano Atlantico, è ricco di cultura e di tradizioni, che sintetizzano le varie influenze africane, portoghesi e inglesi. Negli ultimi anni, le varie isole stanno conoscendo uno sviluppo economico, ma rimane ancora alto il numero di persone indigenti e i bambini orfani o abbandonati

In questi ultimi mesi, Capo Verde ha ricevuto giudizi positivi sulla sua politica economica e di sviluppo da più fonti. Il tunisino Donald Kaberuka, presidente della Banca Africana di Sviluppo (AfDB), ha definito Capo Verde un “modello da seguire per tutti i Paesi africani”, per la trasparenza nella gestione delle finanze pubbliche e per le politiche di aiuto allo sviluppo economico e sociale.

Secondo quanto risulta da una recente visita compiuta dalla delegazione presieduta da Kaberuka , l’arcipelago sarebbe una delle poche realtà del continente africano che ha fondato il proprio sviluppo “su una saggia amministrazione della cosa pubblica e sul lavoro, piuttosto che sul solo sfruttamento delle risorse minerarie”.

Anche il settore turistico è in costante sviluppo: circa 2.210.000 turisti hanno visitato l’arcipelago nel 2009. Ed è proprio questo settore a essere uno dei fattori trainanti della crescita economica, come ha confermato lo stesso Presidente Pedro Pires: «Capo Verde è diventata una destinazione turistica interessante, soprattutto per i paesi europei. Stiamo sviluppando proprio questo settore in funzione di questa domanda».

L’altro volto dello sviluppo

Capo Verde, repubblica indipendente dal 1975, ha sicuramente realizzato importanti progressi in materia di crescita economica e miglioramenti a livello dell’educazione e della sanità. Tuttavia, il 37% dei capoverdiani vive sotto la soglia di povertà e un capoverdiano su cinque sopravvive con meno di un dollaro al giorno. Il livello di povertà varia da isola a isola: quella di Santiago concentra più della metà dei poveri, seguita da Santo Antao, Fogo e San Vicente.

Il territorio e le sue risorse non agevolano certamente alcune attività, come l’agricoltura. La vegetazione è infatti molto povera, a causa delle scarse precipitazioni. Resistono al clima e ai venti oceanici alcune specie, come le acacie, i tamarischi e le piante di aloe. Inoltre, bisogna ricordare che Capo Verde rientra nell’area del Sahel: il suo territorio è caratterizzato dal processo di desertificazione e non sono presenti aree protette.

I paesaggi che affascinano tanto i turisti sono selvaggi, con spiagge bianche, e scenografici fondali turchesi. Nonostante lo splendore della natura, a uno sguardo attento, si coglie il volto della miseria, osservando bambini orfani e abbandonati girovagare per le strade non frequentate dal turismo di massa.

Tutelare i più piccoli e indifesi

Un sostegno a queste creature lasciate al loro destino viene da una ONG chiamata SOS Villaggi dei Bambini, che dal 1980 è attiva nell’arcipelago con vari progetti di aiuto. Nel giugno del 1984, è stato inaugurato il primo Villaggio SOS con asilo annesso, ad Assomada, piccola cittadina di montagna a 30 km dalla capitale Praia, sull'isola di São Tiago.

Vengono accolti bambini e in seguito anche adolescenti, grazie alla costruzione nel 1988 della prima Casa del Giovane SOS, cui ha fatto seguito la realizzazione di un laboratorio di carpenteria per formare i giovani del villaggio. A causa dell’estrema precarietà sociale, dovuta alla siccità e all'esodo dalle aree rurali, l’ONG ha deciso di costruire un secondo Villaggio a São Domingos nel 2002. SOS Villaggi dei Bambini è un’organizzazione internazionale, impegnata sia nell’assistenza ai minori in difficoltà che nella prevenzione all’abbandono.

Opera in Italia e soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove promuove assistenza e prevenzione. Il 2009 è stato un anno importante per SOS Villaggi dei Bambini Capo Verde, avendo celebrato i 25 anni di attività. La data è stata l’occasione di una visita, presso le strutture dell’ONG, del presidente nazionale Pedro Pires, il quale ha avuto modo di osservare e verificare i programmi di accoglienza e sostegno.

Tra questi figurano il miglioramento delle infrastrutture scolastiche, attraverso anche la costruzione, a Praia, di una scuola con classi elementari e medie, la cui direzione e gestione sono affidate alle autorità scolastiche nazionali. Nel corso della sua visita, il Presidente Pires ha ricordato il fondatore di SOS Villaggi dei Bambini, Hermann Gmeiner e il grande lavoro che ha avviato oltre 60 anni fa, sottolineando inoltre il prezioso contributo dell’ONG al miglioramento delle condizioni sociali di molti bambini: “L’associazione ha permesso la cura di molti bambini vulnerabili, accogliendoli in una casa affettuosa, dandogli un’istruzione scolastica e valori umani come la condivisione, l'amicizia e la solidarietà”.

Africa ’70

Un’altra ONG impegnata nella realizzazione di progetti di sviluppo a Capo Verde è Africa ’70, che da quarant’anni si occupa di solidarietà sociale e cooperazione internazionale allo sviluppo. Nell’arcipelago capoverdiano ha portato avanti vari programmi, alcuni già ultimati, come la salvaguardia del centro storico della città di Praia e il miglioramento delle condizioni abitative di quartieri degradati sulle isole di Sal, Boavista e San Nicolao. Attualmente, è ancora in fase di attuazione un programma presso l’isola di Sal, relativo all’habitat e allo sviluppo sociale. L’obiettivo è promuovere iniziative indirizzate al miglioramento delle condizioni abitative della popolazione residente.


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