Paulina Chiziane (nata a Manjacaze il 4 giugno 1955) è una scrittrice mozambicana. Cresciuta nella periferia di Maputo, ha studiato all'Università Eduardo Mondlane. Ha iniziato la sua attività letteraria nel 1984, pubblicando racconti sulla stampa mozambicana.Durante la guerra civile ha collaborato con la Croce Rossa Internazionale in alcune delle zone più colpite dal conflitto e attualmente lavora per conto di organizzazioni internazionali nella regione mozambicana della Zambesia. Nel 1990 ha pubblicato Balada de Amor ao Vento, diventando la prima scrittrice mozambicana a pubblicare un romanzo.
Grazie a opere come Ventos do Apocalipse e Il settimo giuramento (tradotto in italiano da La Nuova Frontiera nel 2003) , si è presto imposta come una delle voci più intense e originali del panorama letterario in lingua portoghese e come una delle più significative esponenti della nuova letteratura africana.
Con Niketche. Una storia di poligamia (La Nuova Frontiera, 2006) ha vinto il prestigioso premio José Craveirinha, assegnato dalla Associazione degli Scrittori Mozambicani al miglior romanzo dell'anno. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue, tra cui il francese, lo spagnolo e il tedesco.
Oggi che i suoi romanzi l'hanno definitivamente consacrata come una delle voci più intense e originali della nuova letteratura africana, continua a definirsi “una raccontarice di storie che recupera la ricca tradizione orale del suo paese” .
Da poco è stato tradotto da Giorgio de Marchis L'allegro canto della pernice (La Nuova Frontiera, 2010), il quinto romanzo della scrittrice.L'amore è una trappola per topi. Serafina lo ha sempre detto, Delfina ne è convinta, Maria das Dores lo scoprirà presto. Tre generazioni di donne per raccontare storie di amanti, madri, figlie, sorelle, prostitute e mogli che hanno dovuto scegliere tra la libertà e il dolore, tra la fame e l'ipocrisia, per dimostrare al mondo che il paradiso è sempre tra le braccia di una madre.
Paulina Chiziane ci porta di nuovo in Zambesia, nel Mozambico degli anni Cinquanta, durante il regime coloniale portoghese e, ancora una volta, svela ai suoi lettori tutta la magia e la forza di una terra sconosciuta e affascinante.
L'allegro canto della pernice è un indimenticabile romanzo sull'amore, ma anche una spietata requisitoria sul razzismo che non potrà che scuotere le nostre rassicuranti certezze, puntando con coraggio il dito sulle responsabilità individuali di tutti: vittime e carnefici.
Interessante l’intervista del 2006 a Paulina Chiziane sul senso della sua scrittura, come donna e come africana, rilasciata a Valentina Timpani in occasione di “Lingua Madre”, la rassegna del Salone del Libro di Torino dedicata all’ibridazione culturale.
Per un'ampio approfondimento sul romanzo mozambichiano contemporaneo consigliamo la lettura dell'articolo di Silvia Cavalieri, "Il racconto mozambicano contemporaneo".
Maria Ludovica Piombino
