Uscito in Italia un libro sull’arte africana contemporanea

rec contemp afr artNegli ultimi trenta anni si è registrato un accresciuto interesse per i lavori di artisti africani contemporanei, la cui principale ragione è l’impatto della globalizzazione sull’arte contemporanea e sulla cultura. Come altri artisti ai margini, anche quelli africani si sono fatti conoscere meglio, attraverso mostre, biennali, gallerie d’arte.

Il libro Contemporary African Art since 1980, scritto da Okwui Enwezor e Chika Okeke-Agulu, e pubblicato dall’editore bolognese Damiani, è appunto una ricognizione sull’opera di oltre 200 artisti africani, negli ultimi trenta anni, artisti appartenenti a contesti, provenienze e generazioni diverse. Artisti che lavorano in Africa o all’estero, ma i cui lavori richiamano ugualmente in causa le complessità socioculturali del continente: dalla fine delle utopie postcoloniali, negli anni ottanta, ai cambiamenti geopolitici, economici, tecnologici e culturali indotti dalla globalizzazione.

L’opera è suddivisa in tre sezioni, comincia con il delineare il paesaggio tumultuoso dell’Africa contemporanea, esaminando i punti di riferimento e la narrativa, descrive le diverse tecniche artistiche e analizza in che modo gli artisti hanno risposto ai cambiamenti del mondo contemporaneo, adattando i nuovi principi estetici, le immagini e l’immaginario per esprimere questi cambiamenti. La parte dedicata ai lavori degli artisti è organizzata in ordine cronologico; tutti i principali mezzi espressivi sono rappresentati: pittura, scultura, fotografia, film, video, installazione, disegno, collage.

Per ultimo segue una breve parte dedicata alla bibliografia, informazioni su eventi, manifestazioni, movimenti, gruppi artistici, biennali, ecc. Le domande, che il libro affronta nei capitoli di presentazione alla parte fotografica, con linguaggio a volte discorsivo, e a volte più teorico, sono sostanzialmente su cosa si considera per arte africana contemporanea, a quale periodo si può far risalire la sua origine, e chi può essere inserito in questa corrente.

Gli autori esaminano un ventaglio d’idee, concetti e questioni che hanno dato forma al lavoro degli artisti “africani”, restando comunque dentro ad un’intelaiatura internazionale e globale. Descrivono i cambiamenti delle prime tecniche artistiche moderne degli anni ’60-70, (dopo il periodo di decolonizzazione) che si sono evolute alla nascita di un nazionalismo africano, tecniche che sono diventate rappresentazioni di critica e satira post coloniale fino ad arrivare alle espressioni artistiche dei nostri giorni.

Il merito principale di questo libro è di aiutarci a capire l’arte Africana collegandola ai movimenti sociali, politici, culturali, etnici, tecnologici del periodo post coloniale, che hanno permesso all’immaginazione e alla fantasia di creare un nuovo futuro. La società e le culture africane sono state a lungo pensate sotto il segno della chiusura. Ciò che in questo libro viene proposta è, invece, una lettura dell’arte africana all’insegna dell’apertura, della complessità, della disponibilità all’incontro e al cambiamento. L’identità dell’arte africana si consolida nella sua capacità di articolare il presente, di superare il passato e di darsi un futuro, l’arte contemporanea africana è considerata dunque un “ponte” tra la fine dell’arte tradizionale e la fine del colonialismo.

Preparati dai due autori a comprendere l’arte africana nei suoi contenuti, ora possiamo sfogliare le pagine delle opere lasciandoci trasportare dal linguaggio universale dell’arte e qualcosa di più personale ed emotivo potrà essere aggiunto anche da noi lettori.

Okwui Enwezor e Chika Okeke-Agulu, Contemporary African Art since 1980, Damiani, Bologna, 2009, pag . 367, € 50,00

Recensione di Chiara Trumpy

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