Edouard Glissant

edouard glissantNato nel 1928 a Sainte-Marie in Martinica (Antille francesi), Edouard Glissant è tuttora un attivissimo intellettuale e professore universitario. Romanziere, poeta, saggista, ha scritto anche pièce teatrali.

La sua formazione di filosofo e la sua eccezionale cultura rendono ogni sua opera un complesso coacervo di elementi disparati, che si inserisce in una fitta rete di riferimenti.

Politica e letteratura entrano in relazione per Glissant, che fin dall’inizio della propria attività ha preso le distanze dalla negritudine teorizzata da Aimé Césaire (suo insegnante al liceo). Insignito di numerosi premi letterari, Glissant ha anche fondato l’Institut Martiniquais d’Etudes, e ha diretto il Corriere dell’Unesco.

Nonostante questo riconoscimento, e l’importante premio Grinzane Cavour, ben poco della sua vasta opera è reperibile in Italia, senz’altro per la difficoltà che presenta una fruizione immediata dei suoi testi e per la fitta trama di riferimenti a realtà sconosciute nel nostro paese.

Questa scarsa reperibilità in italiano non deve portare a sottovalutare l’importanza del suo lavoro.

I suoi scritti teorici, in particolare, sono un punto di riferimento costante irrinunciabile per tantissimi altri scrittori, caraibici e non. Il premio Nobel Derek Walcott, di Santa Lucia, ha spesso dichiarato il suo debito culturale nei confronti di Glissant.

il quarto secoloIn Martinica il movimento letterario della Creolità è nato anche come ideale continuazione del pensiero di questo intellettuale. Patrick Chamoiseau, in particolare, può essere considerato, in un certo senso, l’erede spirituale di Glissant.

Il romanzo più celebre di Glissant, Le Quatrième siècle (Il Quarto secolo), del 1964, è l’unico sinora tradotto in italiano, 40 anni dopo l’edizione originale, per le Edizioni Lavoro (2003).

L’intrigo, vertiginoso, abbraccia tutta la storia della Martinica, dall’inizio della tratta degli schiavi a oggi. Le conversazioni tra un giovane inesperto e un anziano quimboiseur visionario, tracciano le traversie di due famiglie unite da legami complessi, di volta in volta d’odio o d’amore. Le loro vicende proliferanti nascono nella stiva della nave negriera e continuano fino ad oggi, evocando una parte della storia martinicana raramente narrata dai libri di storia. La terribile esperienza collettiva della tratta e della schiavitù diventa qui un eccezionale affresco, che lascia intuire le profonde ripercussioni di questa storia drammatica sulla vita di oggi.

Si tratta di un romanzo avvincente e, appunto, visionario: Glissant racconta spesso che l’episodio del Quarto Secolo che ha immaginato per spiegare l’origine dei cognomi martinicani è stato citato da una rivista di araldica. Questo aneddoto mostra quanto, per questo scrittore, l’immaginazione abbia una valenza conoscitiva, ma dà anche la misura della potenza delle scene che descrive. Per questo, Il Quarto secolo è un romanzo fondamentale per avvicinarsi alla Martinica.

il pensiero del tremoreI suoi saggi tradotti in italiano, Poetica della relazione (Quodlibet, 2003), Poetica del diverso (Meletemi Editore, 1998) e il recente Il pensiero del tremore (Libri Scheiwiller, 2008), costituiscono una discreta sintesi di un pensiero che tuttavia è in continua evoluzione e si sottrae consapevolmente alle definizioni critiche. Il “pensiero della traccia” di Glissant si distingue infatti dai sistemi di pensiero occidentali.

Molto importanti nelle sue ricerche, l’imprevisto che nasce dalla creolizzazione, e la fascinazione per le storie che, dal passato, possono aiutarci a interpretare il presente e a vivere il futuro. Il suo interesse per gli elementi paesaggistici dei Caraibi e per la cultura locale non deve però far pensare a un chiuso campanilismo, al contrario: il titolo del suo romanzo,Tout-Monde dimostra la sua apertura.

Attualmente Glissant vive a New York dove, dal 1995 è Distinguished Professor in Letteratura Francese presso la City University of New York. Le sue riflessioni sull’identità antillese hanno ispirato una generazione di giovani scrittori, tra i quali spiccano per interesse Patrick Chamoiseau, Ernest Pépin, Audrey Pulvar o ancora Raphaël Confiant.

Questa antillanità si fonderebbe sulla nozione d’identità multipla, o d’identità rizoma, aperta sul mondo e sulla relazione fra le culture. Di fronte all’atteggiamento binario dei discorsi della Negritudine (di cui sono esempi Aimé Césaire in Martinica, Léon Gontran Damas in Guyana e Guy Tirolien In Guadalupa) e dell’assimilazione, Glissant propone una terza via possibile.

Scrittore militante, egli cerca di definire un approccio poetico e identitario per la sopravvivenza dei popoli coinvolti nel processo di globalizzazione, tutto ciò grazie al concetto di mondialità.

(adattato dal sito www.paolaghinelli.net)

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