Ritmi africani a San Marino

Dal 12 al 17 luglio, ritorna uno dei festival più importanti della nostra penisola dedicato alle musiche del mondo. Anche quest’anno, gli organizzatori hanno voluto dare visibilità ad artisti noti e meno noti provenienti dall’Africa

È ormai da diversi anni che la Repubblica di San Marino, nel mese di luglio, apre le porte ai suoni del pianeta, lasciando entrare nel proprio territorio musicisti di varie nazionalità, ambasciatori delle rispettive culture d’origine. Il melting pot sonoro-musicale è possibile grazie all’Etnofestival, giunto alla XIII edizione, spazio artistico attento alle voci dotate di forte spessore. Curato dal giornalista Raffaello Carabini e da Maurizio Martinotti, la rassegna, che si inaugura lunedì 12 luglio, vede la partecipazione di esponenti della tradizione musicale africana.

Echi dallo Zambesi

mokoombaI primi artisti africani a esibirsi sono i Mokoomba, il 14 luglio, originari dello Zimbabwe. Vincitori del Music Crossroads InterRegional Festival (IRF) nel 2008, propongono uno stile particolare, frutto di una sintesi tra atmosfere afro-fusion e reminescenze della musica tradizionale Tonga. Il gruppo è infatti rappresentante della cultura di questo popolo, ed è per questo che si scorgono numerosi riferimenti al fiume Zambesi nei loro testi, corso d’acqua verso cui nutrono profondo rispetto i Tonga. I Mokoomba, sei giovani musicisti che cantano nella loro lingua madre, creano un interplay fra tastiere, chitarre e basso e strumenti tipici della loro cultura, come il Tonga Jemba (percussione usata dalle popolazioni che vivono lungo il corso dello Zambesi). È la prima volta che si esibiscono nella nostra penisola.

Portavoce delle donne

Il 16 luglio è la volta di una grande interprete del Mali, Oumou Sangare, il cui album di debutto, Moussoulou, risale al 1989. Nata a Bamako nel 1968, ha iniziato a cantare sin da piccola, grazie al sostegno della madre Aminata Diakite, ancheoumou sangare lei vocalist. Non a caso, la famiglia di Oumou è originaria di una regione del fiume Niger, il Wassoulou, dove si è sviluppato un tipico sound prodotto quasi esclusivamente da voci femminili. In questi anni, Oumou Sangare ha collaborato con grandi nomi della musica africana, tra cui Baaba Maal, Ali Farka, Touré e Femi Kuti. Oumou Sangare è indubbiamente una delle più amate cantanti del Mali, grazie alla sua capacità di fondere musica tradizionale e pop contemporaneo, affrontando al contempo tematiche sociali profonde, come il ruolo in continua evoluzione delle donne in Africa. L’artista, oltre ad aver contribuito alla realizzazione della colonna sonora dell’adattamento cinematografico dell’opera Amatissima, della scrittrice Toni Morrison, è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà della FAO il 16 ottobre 2003.

Il Marocco incontra l’Andalusia

Volgendo lo sguardo sopra il Sahara, il festival propone anche le sonorità del Marocco, grazie all’Orquesta Árabe Andaluza De Fez. L’ensemble trae linfa vitale da un sincretismo di differenti culture – la berbera, l’araba, l’africana, la copta e l’andalusa – creando così un ponte comunicativo tra Mediterraneo e Africa, tra musica araba e suoni caratteristici della penisola iberica. La sua storia è davvero unica, essendo stata fondata nel lontano 1212. Il concerto, il primo in assoluto dell’Orchestra in Italia, è un tripudio di violini, viole, e percussioni arabe.



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