Il diritto inalienabile all’acquaIl percorso musicale di Saba Anglana è intriso di suoni, colori, voci, paesaggi dell’Africa. Suggestioni che partono dalle sue radici: è nata a Mogadiscio, da genitori italo-etiopi. Cantautrice versatile, dopo l’apprezzato album di debutto Jidka (The Line), Saba ha realizzato nel 2010 uno splendido, toccante progetto che oltrepassa la dimensione artistica, per entrare tumultuosamente nelle dinamiche sociali del continente africano. Il titolo del disco Biyo, che richiama il termine greco bios (“vita”), è una parola che in somalo significa “acqua”: ed è proprio questo il tema centrale delle undici tracce che compongono questo eccellente lavoro.
Frutto della sensibilità dell’artista italo-etiope, Biyo è un’ode all’elemento che permette la vita sulla Terra e che con il suo fluire, mette in contatto uomini e donne appartenenti a differenti culture. Nel brano omonimo al titolo dell’album, Saba canta toccanti parole: “Percorro questa terra verde dove i bambini hanno ancora sete e corrono scalzi chiedendomi bottiglie vuote. Portano per chilometri il loro tesoro dolce, racchiuso in scrigni di plastica gialla, in cammino come processioni colorate verso la fonte battesimale”. Una semplice tanica gialla di plastica si trasforma in Africa in un bene prezioso, indispensabile per portare l’acqua nei villaggi.
Durante un suo recente viaggio in Etiopia, Saba ricorda: “Uomini, donne e bambini in cammino popolavano ininterrottamente il mio percorso. Portavano taniche di plastica gialla, le stesse che ho visto lavare e riciclare in un’ala grande come un quartiere nel gigantesco mercato di Addis Abeba. E i bambini rincorrendomi non mi chiedevano monete, ma reclamavano le mie bottiglie verdi, per farne degli altri scrigni, altri contenitori”.
Una risorsa comune, non una merce
Cantate in amarico, inglese, somalo e italiano, le varie tracce conducono l’ascoltatore nelle terre assettate arse dai raggi del sole e dall’avidità dell’uomo, che trasforma in merce un bene comune come l’acqua, simbolo di nascita e di purificazione. Byio diventa così un’invocazione, affinché tutti i popoli possano avere il diritto fondamentale e inalienabile all’acqua, senza subire i diktat di governi corrotti o di multinazionali avide di denaro. Arricchito dalla collaborazione di ottimi musicisti – Martino Roberts (basso), Cheikh Fall (kora, djembè) Tatè Nsongan (chitarra), Salvio Vassallo (batteria) – questo album, prodotto da Fabio Barovero, racchiude anche l’appello di Amref, organizzazione senza fini di lucro, da anni impegnata a realizzare progetti in Africa Orientale, come la costruzione di pozzi, indispensabili per ridurre mortalità e patologie: basti pensare che l’80% delle malattie che colpiscono il continente sono causate dalla mancanza di acqua pulita.
L’incontro di Saba con il fondatore di Amref, Tommy Simmons, è stato determinante per la creazione di questo progetto discografico dai forti contenuti sociali. Le note sonore di Byio invitano a riflettere sull’importanza vitale della risorsa acqua, ricchezza liquida che non dovrebbe mancare a nessun individuo, in nessun luogo della terra e che non dovrebbe essere gestita secondo sterili criteri economici.
Silvia Turrin
Nella foto in basso: Infermiera dell'organizzazione Amref impegnata a curare bambini
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