Madagascar: la regione fluviale del Nosivolo

nosivolo 1È la quarta isola del pianeta per superficie. Questo lembo di terra, staccatosi dalle masse dell’antico continente Gondwana, racchiude al suo interno un’incredibile varietà di fauna e flora. Una biodiversità unica nel suo genere, per effetto dei movimenti paleogeografici e del suo isolamento rispetto al resto dell’Africa.

Otto specie endemiche di baobab, lemuri – tra cui il rarissimo aye-aye – rettili e farfalle, tra loro diversissime, popolano le foreste pluviali e le savane del Madagascar. Tuttavia, neanche il 3% del suo territorio è tutelato come area protetta. Il suo straordinario ecosistema è minacciato dalla deforestazione e da altre attività legate a uno sviluppo urbano irrispettoso dei delicati equilibri naturali. Non mancano però iniziative positive.

Tra queste vi è la riuscita salvaguardia dell’habitat del fiume Nosivolo e dei suoi affluenti. Questo vitale corso d’acqua è stato infatti inserito nella Convenzione di Ramsar, trattato che protegge le zone umide di rilevanza mondiale.

La rete fluviale del Nosivolo, che copre indicativamente 130 chilometri, è stata ritenuta “luogo di importanza internazionale”, poiché vi si trova la concentrazione più elevata di pesci endemici d’acqua dolce del Madagascar. Il Nosivolo attraversa paludi irrigate dove vivono specie acquatiche che erano in grave pericolo di estinzione.

nosivolo 2I progetti di conservazione di quest’area erano iniziati nel 2005, grazie all’iniziativa delle popolazioni locali, appoggiate dal Ministero dell’ambiente e delle foreste malgascio, dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Antananarivo e da organizzazioni attive in campo ecologico.

I pesci, in via di estinzione, progressivamente hanno iniziato a crescere di numero, grazie a una serie di regole molto ferree adottate dai pescatori locali: dal controllo del volume del pescato ai metodi stessi di pesca. Inoltre, le popolazioni che vivono lungo il fiume hanno scoperto un nuovo modo di alimentarsi, più rispettoso dell’ambiente circostante.

Nuovi stili di vita nel rispetto dell’ambiente

Gli abitanti del villaggio di Marolambo, abituati a nutrirsi del pesce del fiume Nosivolo, si sono resi conto di quanto fosse fondamentale proteggere il loro habitat. Hanno così incominciato a coltivare legumi, cavoli e porri, e ad allevare pollame, modificando progressivamente le loro abitudini alimentari. Anche la tradizionale pratica della risicoltura, all’origine dell’insabbiamento del fiume e dell’erosione, è cambiata, evitando il metodo del “taglia e brucia”.

«Gli abitanti hanno preso coscienza dell’importanza della salvaguardia dell’ambiente e sono favorevoli ad adottare nuovi stili di vita», ha sottolineato Benoît Lahimarina, anziano esponente politico del villaggio di Marolambo.

Questo cambiamento culturale, sostenuto da una serie di micro-progetti, ha trasformato donne e uomini dediti da sempre alla pesca, in agricoltori, apicoltori, artigiani. Per aiutarli sono state edificate infrastrutture comunitarie, come scuole e pozzi. Queste trasformazioni non sono però state così semplici: non è facile cambiare abitudini ancestrali.

Tuttavia, i risultati sono tangibili. Le specie acquatiche del fiume Nosivolo non sono più minacciate e l’inserimento di questo corso d’acqua nella Convezione di Ramsar premia gli sforzi sino ad oggi compiuti.

La pesca non è stata completamente vietata, ma sono state concordate dalle associazioni locali rigide regole, che la vietano per quattro (in alcuni casi cinque), mesi all’anno, per permettere alle specie di pesci endemiche di riprodursi.

Ma i progetti di sviluppo e di conservazione non si fermano. Le popolazioni si apprestano ad aprirsi alle attività di ecoturismo, in modo da preservare economicamente la straordinaria bellezza del luogo in cui vivono.

Foto: Sopra: Il fiume Nosivolo; l'impegno delle comunità locali per fermare l'erosione lungo le rive del fiume. Qui sotto: due specie di pesci tipiche del fiume Nosivolo

Per approfondire:

Il sito della Convenzione di Ramsar (in francese, inglese e spagnolo)

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