La loro storia inizia quando esisteva il vecchio Stato del Dahomey. Siamo nel 1968, anno in cui Clment Mlom, insieme ad amici musicisti, fonda lOrchestre Poly-Rythmo. Il collettivo ha un immediato successo, grazie a uno stile multiforme, che amalgama afrobeat e funk con canzoni ispirate a rituali tradizionali vodun. La popolarit si estende ai Paesi confinanti, dalla Nigeria al Ghana. Intanto, nel 1975, il Dahomey cambia nome: viene proclamata la Repubblica popolare del Benin.
LOrchestre Poly-Rythmo prosegue con la sua ascesa artistica, suonando anche con altri grandi musicisti africani, quali Miriam Makeba, Manu Dibango e Fela Kuti. A interrompere questa scia di successi stata la dittatura di Mathieu Krkou che, radicalizzandosi a livello ideologico, aggrava la situazione politico-economica del Paese.
Il declino sociale del Benin va di pari passo al crepuscolo musicale del collettivo di Cotonou: la band sopravvive, senza per avere il seguito di pubblico degli anni doro.
Una rinascita che parte dallEuropa
Mentre in Benin si vivono forti tensioni politiche che condizionano la cultura nazionale e la creativit degli artisti, in Europa, linteresse per la musica africana si amplifica enormemente durante gli anni Novanta. Appassionati di vecchi vinili riescono a recuperare preziose quanto rare registrazioni dellOrchestre Poly-Rythmo e varie etichette del Vecchio Continente iniziano a produrre compilation dedicate alle sonorit del Benin.
La britannica Soundway Records ha selezionato varie tracce del periodo tra il 1972 e il 1980, firmate dallOrchestre Poly-Rythmo, raccogliendole nel cd The Kings of Benin Urban Groove. Anche letichetta di Francoforte Analog Africa, fondata da Samy Ben Redjeb, sinteressa alla musica del gruppo realizzando i cd The Vodoun Effect e Echoes Hypnotiques, che sintetizzano pienamente lo stile multiforme dellensemble di Cotonou.

Per effetto di queste compilation, il nome dellOrchestre Poly-Rythmo, con i suoi 11 componenti, si afferma e si diffonde sempre pi nei circuiti europei di musica africana. La popolarit si intensifica, come dimostra il concerto sold out tenutosi al Barbican Centre di Londra, nel settembre 2009.
Suoni moderni e riti vodun
Percussioni, campane e corni sono gli strumenti usati durante i rituali tradizionali vodun, spiega Mlom, leader del collettivo, a cui noi aggiungiamo chitarre e tastiere. Noi rendiamo moderni gli antichi ritmi del Benin e li uniamo con altri generi provenienti dallOccidente. Leredit culturale e animista ha una parte rilevante nella musica dellOrchestre Poly-Rythmo.
Le loro canzoni sono infatti pervase da reminescenze dei ritmi tipici del vodun, e il Benin proprio la culla dove sorto questo antico culto, secondo cui il creato discende da un solo dio, Mawu, che interagisce con gli uomini tramite gli spiriti. Cotonou Club il primo album in studio dopo 20 anni, pubblicato in Europa, grazie al sostegno del produttore francese Elodie Maillot e della giovane band scozzese dei Franz Ferdinand, che appaiono nella traccia (bonus track) intitolata Lion is burning.
Il nuovo cd dellOrchestre Poly-Rythmo composto da loro classici rivisitati e da composizioni ex novo. Spicca la partecipazione di Anglique Kidjo, tra le pi apprezzate vocalist beninesi. Ascoltando Cotonou Club si entra nella cultura di un Paese dellAfrica occidentale pieno di colori, canti e leggende. Le voci dei numerosi gruppi etnici del Benin si uniscono nella polifonia di questa Orchestra, che continua a sorprendere e a emozionare.
- Il sito ufficiale dellOrchestre Poly-Rythmo con biografia, video e news
- Il Vodun del Benin: un numero speciale della rivista Afriche
- Guarda un video dedicato allOrchestra di Cotonou:
