Dispaccio dell’agenzia di informazione dei missionari MISNA
DA SALUM A DIRKOU, IN FUGA I MIGRANTI DELL’AFRICA NERA
4 marzo 2011 - 19:12 - LIBIA
Tra gli ultimi arrivati ci sono 40 ghanesi. Hanno pagato i trafficanti per entrare nella cella frigorifera di un camion e poi via, per centinaia di chilometri. Salum, subito al di là del confine con l’Egitto. Insieme con gli asiatici, del Bangladesh, del Vietnam o dell’India, ci sono tanti africani neri.
“Nel fine-settimana ci saranno due voli anche per loro” dice alla MISNA Chris Lom, coordinatore a Salum dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “Tra i quasi 200.000 migranti che hanno lasciato la Libia – sostiene – ci sono soprattutto egiziani, ma i sub-sahariani sono i più vulnerabili”.
Non tutti passano da qui. A Ras Jdeir, 800 chilometri più a ovest, al confine con la Tunisia, gli attivisti delle organizzazioni umanitarie hanno ascoltato racconti drammatici. Un gruppo di profughi eritrei è stato fermato 20 volte e derubato di tutto mentre a piedi o su mezzi di fortuna percorreva i 160 chilometri che separano Tripoli dalla frontiera.
Si fugge anche verso sud. Nel centro di transito allestito dall’Oim a Dirkou, nel Niger settentrionale, aspettano l’arrivo di 534 migranti che nei giorni scorsi hanno raggiunto il confine meridionale della Libia. Altri 2500 sono stati sistemati a Toummo, 80 chilometri a sud della frontiera. In Libia i migranti africani sono quelli che hanno più paura. “Erano i più deboli prima perché spesso senza documenti e quasi sempre pagati male – dice Lom – lo sono adesso perché non hanno i soldi per fuggire”.
Timori particolari riguardano i profughi di origine somala ed eritrea, bloccati in Libia dopo esser fuggiti da guerra o repressioni. Durante un incontro a Bruxelles con il commissario dell’Unione Europea per gli Affari interni, Cecilia Malmström, lo hanno ricordato oggi i rappresentanti del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir). Agli Stati membri dell’UE si chiede di “provvedere con urgenza a evacuare e ad offrire protezione in territorio europeo” a circa 4000 potenziali richiedenti asilo.
