
"Cari amici di SMA Solidale,
grazie per il vostro sostegno generoso.
Le festività Pasquali si sono svolte molto bene in Parrocchia, invece nelle 2 prigioni di Fes si sono svolte con un tono molto più discreto. Presso gli Africani, che sarebbero stati interessati alla messa, non ho potuto celebrare per mancanza di posto adeguato: li ricevo in mezzo al cortile, sotto un albero....difficile perfino avere uno scambio personale con chi lo desidera.
Ed allora, come messa di Pasqua, ho fatto semplicemente la lettura del Vangelo. Poi ho chiesto loro di condividere qual è stata l'ultima volta che hanno festeggiato Pasqua come si deve....Chi mi ha parlato della sua festa del Battesimo alla veglia pasquale, chi della venuta del Vescovo nel suo villaggio.
Il più triste, un ragazzone venuto in Marocco colla speranza di giocare al foot-ball in una squadra locale e poi diventato clandestino, ci ha detto che per lui mai nessuna Pasqua è stata felice, perché sua mamma l'ha abbandonato da piccolo!
E la preghiera dei fedeli spontaneamente si è espressa come desiderio di libertà e di speranza di arrivare in Europa e che finisca presto questa loro vita da clandestini, che diventa sempre più dura! Da casa mia ho telefonato ad alcune loro famiglie in vari Paesi africani, per dare notizie di quei prigionieri che da mesi non davano più segni di vita.
La mia tristezza è stata di vedere la poca fiducia e il poco interesse da parte di genitori lontani, quando chiedevo di inviare un piccolo aiuto economico al figlio lontano prigioniero...tanti mi dicono: «Voglio prima parlargli di viva voce, per sapere se è proprio lui che chiede i soldi… mi ha sempre detto che tutto va bene lì dove si trova!» e cerco di spiegare che quando uno si disfa dei propri documenti di identità od è senza visto di soggiorno, diventa clandestino, ed automaticamente diventa un criminale da imprigionare, anche se non commette delitti !
In questi giorni i clandestini che dormono nei vagoni abbandonati alla stazione sono meno numerosi. Dopo la messa venivano numerosi in cerca di quel poco che posso dare, ma la fede li sostiene. Immancabilmente, la sera prima di partire verso il nord dove li aspettano mesi di vita randagia nella foresta, colla speranza di passare in Spagna, vengono in chiesa per pregare e ricevere una benedizione « speciale ».
Poveri giovani che diventano adulti vivendo nella miseria e nella speranza. E, dopo averli inutilmente sconsigliati di fare questa vita di stenti e di ritornare al Paese, io che ne ho visto ritornare troppi dalla foresta, ammalati e deperiti, anch’io interiormente mi metto dalla loro parte e mi unisco alla loro speranza, che pare non crolli mai !
Grazie a voi riesco a sostenere un po’ questa speranza, almeno nei bisogni immediati."
p. Matteo Revelli
Progetto E 003 – Emergenza carcerati e migranti a Fès (Marocco): il progetto ha raccolto 5.000 € ed è stato concluso
