Parchi e viaggi


Camerun. Il Paese dai mille volti – seconda parte


i baka



















Riprendiamo il viaggio in Camerun partendo dalla Riserva faunistica del Dja, dal 1987 Patrimonio dell’umanità. Circondata dal fiume omonimo, questo angolo verde rigoglioso rappresenta una delle foreste pluviali meglio conservate di tutta l’Africa.

La Riserva, situata nelle province orientale e centro-meridionale del Camerun, a circa 243 km da Yaoundé, è caratterizzata da colline e da una vegetazione lussureggiante. Si tratta di un’area ancora poco conosciuta. Le ricerche sinora compiute hanno catalogato una ricca biodiversità.

Qui troviamo i gorilla di pianura, scimpanzé, cercopitechi, elefanti di foresta e leopardi. In questo ambiente, ancora per certi aspetti incontaminato, vivono gruppi di Pigmei Baka. Sempre minacciato dall’avanzare della modernità e discriminato da altre etnie africane (soprattutto gli agricoltori bantu), questo popolo vive ancora in stretta simbiosi con la foresta.

Nonostante le continue intimidazioni da parte di settori economici e politici, riescono a mantenere in vita le ancestrali tradizioni. I Baka – come gli altri gruppi di Pigmei presenti in Gabon e in Congo – sono cacciatori-raccoglitori e quindi non stanziali. Vivono in capanne chiamate móngulu, a forma di igloo, realizzate, in modo ingegnoso soprattutto dalle donne, assemblando foglie, piccoli e grandi rami.

Oltre alla caccia, la loro sopravvivenza si basa sulla raccolta dei prodotti che offre loro la foresta: ignami, frutti selvatici, funghi, e talvolta anche bruchi e termiti. Si nutrono anche di animali, come il pangolino tricuspide e il cefalopo blu.

chefferie - camerunDallo stretto contatto con la natura e con modus vivendi ancestrali si passa alla frenesia di Yaoundé, la capitale del Camerun.

Non si può comprendere un Paese senza visitare il suo centro nevralgico. Anche se Douala è molto più popolosa, Yaoundé rimane il cuore politico del Camerun.

La sua posizione la rende una città particolarmente suggestiva, perché circondata da dolci colline e attraversata da diversi fiumi. Il clima è quello tipicamente tropicale, mitigato comunque dalla posizione favorevole.

Yaoundé, fondata nel 1889 dai colonizzatori tedeschi, e poi dominata dai francesi e dagli inglesi dopo gli accordi di pace di Parigi, è famosa per il suo Centre Artisinal, un mercato coperto dove gli artisti locali vendono le loro creazioni.

Merita una visita anche N’Gaoundéré, a circa 12 ore di viaggio (in treno) dalla capitale. Qui si può ammirare il Palais du Lamido, notevole architettura legata alla tradizione reale del luogo. In Camerun sopravvive infatti la tradizione dei sultanati o chefferie.

Questo edifico è formato da varie case di fango chiamate sarés, ovvero piccoli complessi fortificati costituiti da capanne unite tra loro da muretti di fango, sassi o paglia essiccata. All’interno dell’edificio principale del Palais du Lamido le pareti sono rivestite da variopinti disegni.

Prima di lasciare il Camerun vale la pena assistere a un concerto di musica tipica locale. La protagonista sarà certamente la makossa, un sound dal ritmo ballabile. Il nome si ispira al kossa, che è il gioco infantile del battimano. Grazie a Eboa Lotin nei primi anni ’60, poi a Misse Ngoh, chitarrista dei Los Calvinos, e poi ancora al geniale Manu Dibango, questo stile è divenuto popolare in tutto il mondo.

Silvia C. Turrin
16-05-2012


Lettura consigliata:
Melina Ciancia, Yaoundè. Il mio viaggio in Africa, Città del Sole Edizioni

Per approfondire:
Consigli di viaggio (in francese e in inglese)

SMA, via Borghero 4 - 16148 Genova - info(at)missioni-africane.it - Web Design & CMS RossiWebDesign/Siti Web Genova