Notizie Veloci
... perché non ho voglia di raccontare:
è troppo quel che abbiamo vissuto in queste settimane!
Finora l’avevo visto solo alla televisione e ancora adesso mi chiedo se non sia stato tutto un brutto sogno. Sono rimasto due mesi chiuso in casa, mentre fuori la tensione cresceva di giorno in giorno. Centinaia di giovani, con maceti e bastoni in mano, gridavano slogans inneggianti al presidente dimesso (Lorent Gbagbo) e insulti ai francesi e all’ O.N.U.
Ho assistito, senza poter far niente, all’uccisione di diverse persone: bastava essere originari del nord o portare degli amuleti musulmani, per essere sgozzati o bruciati vivi.
Ho visto i miliziani cantare e danzare, ubriachi, con il rosario al collo e la mitraglia in mano, euforici per aver raso al suolo un intero quartiere di burkinabe, nostri vicini. Mi raccontavano di aver ucciso e gettato una cinquantina di persone in una grande buca, poco distante da casa nostra. Abobo Doumé (dove abito) è stato l’ultimo quartiere di Abidjan ad arrendersi: miliziani e mercenari liberiani, armati fino ai denti, hanno respinto più volte gli attacchi delle Forze Republicane (esercito dell’attuale presidente: Alassane Ouattara). Avevano piazzato una specie di mitraglia-cannone proprio accanto al nostro muro di cinta, così gli altri cercavano di neutralizzarla sparando in questa direzione.
Per tre giorni sono rimasto disteso a terra, con altre 8 persone, nel sottoscala della casa regionale sma, mentre fuori c’era il caos. Bombe e proiettili piovevano da tutte le parti: hanno sfondato il tetto di alcune camere, trapassati i muri, mandando in mille frantumi i vetri delle finestre... Solo alla sera, con il buio, tornava la calma e si poteva mangiare qualcosa... senza appetito. Senza corrente, né acqua, né telefono fisso o internet. Per fortuna il cellulare funzionava ancora, così avevo il sostegno dei confratelli e amici, che mi davano le notizie di quel che succedeva qui attorno.
Poi l’attacco finale, mercoledì 4 maggio, e la fuga dei miliziani e mercenari. Diversi elementi armati del nuovo esercito, per tutto il pomeriggio, sono passati di casa in casa alla ricerca dei fuggitivi. Sono entrati più volte anche da noi: cercavano le armi... ma si sono presi macchina, cellulare, orologio, apparecchi fotografici... e soldi. Disteso di nuovo a terra, con il mitra puntato alla testa, cercavo di dire che non sono un mercenario né tengo armi in casa... Se ne andavano solo quando avevano riempito le tasche. Fino a sera ho visto sfilare decine di camion con televisori, frigoriferi, bombole del gas... : tutto quello che si poteva saccheggiare dalle case del nostro quartiere, dove la gente era scappata. E anche stavolta, la calma è tornata col buio.
Poi i morti: per un’intera settimana, li trasportavano con le carriole fino all’asfalto. Poveri corpi sfigurati, esposti al sole per diversi giorni, con uccelli e cani randagi che venivano a deturparli... fino a sera, quando passava il camion della raccolta.
Ora la situazione sta migliorando. Le macchine hanno ripreso a circolare, ma ci vorrà un po’ perché la vita ritorni come prima. Non c’è più un negozio, una farmacia o un distributore di benzina aperto nel raggio di 10 chilometri: tutto è andato distrutto o saccheggiato, prima dagli uni poi dagli altri.
Ma devo ringraziare il Signore: ho salvato la pellaccia e nessuno di noi è stato ferito. Il tetto lo stiamo già riparando (...siamo in piena stagione delle piogge!) e i miei amici sono sulle tracce della macchina rubata. Per la prima volta da quasi due mesi, sono uscito in città per fare delle compere, la posta elettronica ha ricominciato a funzionare e ora che la corrente è tornata, ho anche della buona birra fresca per accogliervi e raccontare tutto il resto... quando verrete a trovarmi. Ma forse arrivo prima io in Italia: quest’anno ho le vacanze!
Ci vediamo in luglio.
Ciao.
P.Dario Dozio
Abidjan - Costa d’Avorio