5 settembre, venerdì: Si comincia a votare, ma in ritardo. Gli elettori erano già in fila alle 5 del mattino. A Luanda sono già segnalate le prime difficoltà. Alle 7 i seggi aprono, ma non sono ancora arrivate le schede, e mancano anche i formulari per accreditare i commissari di voto.
La CNE, Commissione Nazionale elettorale, reagisce. Ammette i ritardi e le difficoltà organizzative a Luanda, ed annuncia che, come prevede la legge, se necessario, i seggi elettorali riapriranno anche domani, “per permettere all’ultimo cittadino di votare”.
Gli organi di informazione statale non smettono di trasmettere notizie e immagini di code infinite di elettori che compiono il loro dovere e manifestano la loro soddisfazione. Tutte le personalità politiche votano tra le 10 e mezzogiorno. Anche il mediatico Cardinal Alexandre de Nascimento, arcivescovo emerito di Luanda, si fa fotografare mentre depone la scheda nell’urna. La giornata continua: Luisa Morgantini rettifica il tiro e dice che si riferiva solo ad alcune sezioni. Isaias Samakuva, presidente dell’UNITA, chiede alla CNE che faccia ripetere le elezioni a Luanda, viste i ritardi e le irregolarità segnalate. In serata la CNE annuncia che le 320 sezioni elettorali di Luanda in cui non si è votato oggi, per problemi organizzativi, si voterà domani. Ma anche le altre sezioni rimarranno aperte per tutti quegli elettori che oggi non sono riusciti a votare per sovraffollamento. Lo spoglio, invece, comincerà sabato sera, alla chiusura definitiva delle urne.
I problemi si sono verificati solo a Luanda, dove è concentrato il maggior numero di elettori. Dalle Province, invece, arrivano segnali positivi.
6 settembre, sabato: Riaprono le urne e l’affluenza della gente è decisamente inferiore a venerdì. L’UNITA e la FNLA, altro partito storico, nella notte hanno riunito i rispettivi organi, e annunciano alla stampa che chiederanno “l’impugnazione delle elezioni”. L’UNITA sta raccogliendo a Luanda e nelle province del paese “innumerevoli casi di irregolarità, lacune organizzative, impedimento agli elettori di votare, violenza e intolleranza politica”.
Anche gli osservatori dell’Unione Europea esprimono dubbi e critiche: “La legge è stata violata perché nei seggi non sono state consegnate le liste degli elettori… L’intero processo elettorale non è stato realizzato in accordo con le regole”. E Luisa Morgantini esige che i responsabili delle Commissione Elettorale si riuniscano con gli osservatori internazionali per discutere insieme dei problemi che sono emersi da queste elezioni.
L’Agenzia di stampa statale Angop rende pubblica l’intervista ad Aderito Correia, docente angolano di Diritto Costituzionale: “I cittadini di Luanda non hanno manifestato un atteggiamento negativo, poiché da parte loro non si sono costatati né reclami, né problemi; al contrario, la loro partecipazione pacifica e comprensione ha reso possibile la continuazione del voto nel giorno seguente”. La proroga di un giorno nelle votazioni è stata fatto di forma legale, secondo l’articolo 102 della Legge Costituzionale, e non ci sono quindi fondamenti per impugnare il voto. “Credo che ogni angolano sa che il voto è per il popolo e non per il partiti politici”.
Il Cardinal de Nascimento, una voce molto ascoltata in Angola, rilascia anche lui delle dichiarazioni favorevoli al governo: “Ho seguito lo svolgimento delle elezioni a Luanda e a Malanje, e dalle informazioni raccolte costato che c’è stato molto civismo, e che abbiamo dato un grande esempio al mondo e una buona dimostrazione di cultura”. Sollecita i politici a non rovinare quanto fatto finora, e ad avere una visione più comprensiva nel rispetto di un bene superiore agli interessi particolari del partito: “la reputazione della nazione”.
Gli osservatori della SADC, Comunità dei Paesi dell’Africa Australe, esprimono una valutazione decisamente positiva: “le elezioni sono state credibili, pacifiche e trasparenti… La SADC si felicita con il popolo angolano per l’elevato indice di tolleranza e maturità politica dimostrata in queste elezioni legislative”. Ma più o meno le stesse cose la SADC le aveva dette dopo le ultime elezioni dello Zimbabwe.
Questa seconda lunga giornata si chiude con la dichiarazione della CNE, che dà per concluso il processo di votazione, che definisce “positivo”. Corregge il numero delle sezioni in cui non si era votato venerdì: non sono 320, ma solo 48. Nei seggi ora si stanno scrutinando i voti, e i dati sono inviati immediatamente al Centro Nazionale di Scrutinio, che nelle prime ore di domenica comincerà a rendere noti i primi risultati. La CNE si riunirà quanto prima per esaminare la richiesta di impugnazione presentata dall’UNITA.
Foto: il voto della "primeira dama", la moglie del presidente Dos Santos; il voto del Card. Alexandre de Nascimento
6-09-2008
