Nella festa dei Santi, al termine della messa è deposto davanti all'altare un grosso bacile in argilla pieno di sabbia. Coloro che hanno avuto decessi durante l'anno si avvicinano con una candela: accesa dal cero pasquale è deposta nella ciotola con la sabbia. Per far memoria del defunto. Per non dimenticare. Il rituale continua poi fuori della chiesa.
Cantando ci si dirige al primo cimitero, sotto gli alberi di Tek, di fronte alla missione. Faccio una preghiera per i defunti accanto alla tomba di padre Fisher, deceduto nel 1950. Poi ognuno depone un cero acceso sulla tomba dei suoi cari. Ne vedo una rimessa a nuovo e ridipinta di bianco. Mi avvicino. La maestra Isabelle sussurra: "Qui è sepolta mia madre".
Ci dirigiamo poi al nuovo cimitero ad un paio di kms dal villaggio. Dietro la chiesa c'è un sentiero che passa accanto alla nuova scuola, la sezione C delle elementari, aperta il 6 ottobre scorso. Sono le dieci e il sole ci accompagna. Ho un grosso cappello di paglia, la veste bianca, una stola violacea. Le erbe sono ancora alte. La stagione delle piogge è appena terminata, e la vegetazione è rigogliosa ovunque.
Il sentiero si snoda attraverso i campi, ogni tanto passiamo accanto a qualche casolare. Vedo steli con fiori bianchi e frutti. E' l'oseille, mi dice Gaston, serve per fare intingoli. Ne strappa uno, lo apre e me lo mostra. Poco più lontano un campo di miglio con solchi ben curati e ripuliti, senza un filo d'erba. Si vedono i risultati. Steli con spighe che svettano gonfie di grani. Fra poco si trasformeranno in "solum", la birra di miglio.
Il nuovo cimitero è in piena campagna. Ripulito di fresco. Ci sono tre sezioni. Accanto a me i chierichetti con la croce, l'acqua benedetta, il turibolo con l'incenso. Poco alla volta la gente arriva. La corale crea una clima di preghiera con canti funebri. Il catechista Mathieu mi ricorda di benedire abbondantemente tutto il cimitero e non solo una parte... come avevo fatto nell'altro.
Facciamo insieme una preghiera corale cui tutti partecipano, e facciamo memoria delle nostre radici, per non dimenticare, per sentirsi in comunione, con coloro che ci hanno preceduto, poi benedico, benedico... vivi e defunti. Alla sera, dalla veranda della missione, si intravedono i ceri sulle tombe del vecchio cimitero.
Inviano, nella notte, i loro flebili bagliori in mezzo agli alberi. E' la nostra preghiera che continua e che bussa alle soglie del cielo.
Silvano Galli
B.P. 36 SOKODE
(TOGO)
