Giornata Missionaria in foresta

L’intenzione era buona : per la Giornata Missionaria Mondiale dozio (2) 400x300volevo andare nel villaggio più isolato e difficile della parrocchia e Neonnie mi sembrava l’ideale. Una strada orribile, pochi fedeli che non davano notizie da mesi e anch’io che non ci mettevo piede da quando erano iniziate le piogge. Insomma, c’erano tutti gli ingredienti per ravvivare il mio zelo apostolico.

Parto la domenica mattina presto. Un controllo rapido al motore, la valigia-cappella per la messa, il cartone con bibbie e rosari..., poi via, sulla pista di foresta. Dopo una mezzoretta, mi fanno segno di fermarmi. “La strada è rovinata - mi dicono - ed meglio passare dall’altra parte: è un po’ più lungo, ma si viaggia senza problemi.” Li ringrazio e prendo l’altro percorso, quello “senza problemi”. Infatti!!

Prima trovo un ponte da brividi, dove mi arrischio a passare trattenendo il fiato, con la macchina in equilibrio su due tronchi sospesi nel vuoto. Poi fango a non finire! Inserisco le quattro ruote motrici e per un po’ mi va bene: la macchina sbanda, scivola, sobbalza, ne fa di tutti i colori... ma in qualche modo va avanti. Invoco tutti i santi del cielo e il mio angelo custode: di solito funziona e il villaggio ormai non dovrebbe essere troppo distante. Invece, un attimo di distrazione… e sprofondo in un pantano dove non c’è verso di uscire.

Ed eccomi lì, piantato nel cuore della foresta, senza poter andare ne avanti ne indietro. Con il ragazzo che mi accompagna, provo e riprovo tutte le manovre possibili. Niente! E intanto il tempo passa. Quando sono ormai rassegnato a passare la giornata immerso nel fango, affondato pure nel mio spirito missionario, ecco arrivare tutti i cristiani di Neonnie, con la corale in testa e il catechista con la pala in mano.

Stanchi di aspettare e preoccupati che mi fosse capitato qualcosa, sono venuti a cercarmi. Vorrei abbracciarli dalla gioia! Studiamo un attimo il da farsi, poi ci mettiamo a scavare e a spingere la macchina, che in poco tempo ritorna sulla carreggiata.

È quasi mezzogiorno quando arriviamo al villaggio, sudati e sporchi fin sopra ai capelli. Una sciacquata e inizio subito la messa. Io vorrei andar veloce, perché ho le ossa rotte dalla strada e la testa cotta dal sole che ora picchia forte.

I miei cristiani invece cantano, danzano, pregano ad alta voce e in varie lingue, perché non sanno il francese e provengono da diverse regioni. Mi sa che andrebbero avanti fino a sera se non metto un alt al loro fervore. Finita la celebrazione, il catechista mi presenta la questua: il corrispondente di 1 euro e 50 centesimi. Più un bel pollo, che piglio volentieri: lo farò arrosto domani, coi miei fratelli di Tabou.

I soldi però voglio lasciarli : hanno già poco in cassa e devono ancora finire la costruzione della chiesetta in terra. Ma loro insistono: “È la nostra offerta per la Giornata Missionaria Mondiale,- mi dice il catechista-; un piccolo aiuto per chi nel mondo sta peggio di noi”. Resto senza parole: la loro generosità mi colpisce a fondo.

Sulla via del ritorno, dal profondo del cuore ringrazio il Signore per la bellezza della missione e per la fede gioiosa che ho trovato a Neonnie.

P. Dario Dozio dalla Missione di Tabou


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