Samia Nkrumah, figlia del primo Capo di stato del paese è ritornata. Si presenta come candidata alle elezioni legislative del prossimo 7 Dicembre.
Il corteo di macchine di Samia Nkrumah solleva polvere per le strade di Jomoro, un’altra tappa della sua campagna elettorale. Nonostante la polvere di laterite rossa che
sollevano le auto, la candidata sta eretta, con metà del corpo fuori dal tetto della vettura. I passanti accorrono verso di lei danzando e ritmando la parola “Yeresesamu!” che in lingua Nzema vuol dire “Cambiamento!”Figlia di Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana, Samia è tornata per presentarsi alle elezioni legislative, che avranno luogo il 7 dicembre 2008. E’ vissuta 24 anni all’estero, in Egitto e in Europa. Ora si è aggregata al Convention People’s Party, il partito di suo padre, di cui lei rivendica l’eredità politica.
“Dobbiamo riaccendere la visione di Nkrumah; è la sola via che funzionerà in questo paese!”
Kwame Nkrumah è considerato l’eroe, il padre dell’indipendenza ottenuta nel 1957. Eletto presidente nel 1960, lancia subito una riforma sociale ed educativa. Campione del Panafricanismo, è tra i fondatori dell’OUA (Organizzazione dell’Unità Africana), madre dell’attuale UA (Unione Africana).
Tuttavia Nkrumah ha fatto sprofondare il Ghana nei debiti, ha lasciato che la corruzione rovini il paese e che l’inflazione raggiunga livelli impensabili. Ha ridotto la libertà pubblica ed ha concentrato nelle sue mani tutti i poteri, fino a proclamarsi presidente a vita nel 1964. Due anni dopo però fu mandato in esilio da un colpo di stato, quando Samia aveva solo 5 anni. Ora eccola qui a fare campagna politica.
Le ore scure della dittatura di suo padre hanno lasciato solo il ricordo del “padre dell’indipendenza”, “dell’uomo che ha dato la vita per noi”, “colui che ci ha dato la giustizia e la pace”… Così Samia ha incontrato simpatia, e lei sa cavalcare questa simpatia.
“Kwame Nkrumah diceva che bisogne essere vicini al popolo; dobbiamo stare con la gente, mangiare con loro, essere al loro servizio, ascoltarli. Noi cammineremo sulle tracce di Nkrumah.”
Ciò che la gente vuole è l’accesso ai servizi di base, come l’ospedale, l’acqua, l’elettricità, la scuola, il lavoro… Sul panafricanismo di suo padre, Samia ha la sua idea: dobbiamo anzitutto liberarci dell’ossessione della razza, dobbiamo pensare grande, in modo aperto…
Finora Samia è vissuta in Italia, come giornalista; si è sposata con un attore italiano, Michele Melega, da cui ebbe un figlio 11 anni fa. Tutta la famiglia ora vive in Ghana; e lei lascia dietro di sé una vita… di donna ordinaria.
“Il partito mi ha invitata e mi ha chiesto di fare campagna; voglio assumere le mie responsabilità ed onorare mio padre”. Ma nonostante l’accoglienza calorosa, Samia non ha nessuna preparazione né esperienza politica, dopo tanti anni di assenza.
Kwesi Jonah, professore dell’Università del Ghana dice: “Non credo che Samia si renda conto di che cosa significhi cercare di sopravvivere giorno dopo giorno; l’eredità di suo padre è ancora viva, ma lei deve fare in fretta per impararla.”
A queste ed altre critiche lei risponde “Chiunque, anche se non ghanese, può vedere di che cosa ha bisogno la gente, e ciò che si deve fare…”
Così la carovana di macchine riparte per un altro giorno di propaganda elettorale: Samia passa salutando e facendo mulinelli con le braccia e con le mani, per dire che ci sarà cambiamento.
Foto: Kwame Nkrumah con la piccola Samia e il fratello; Samia con il Presidente Napoletano, dal sito www.samiankrumah.org
Sintesi dell’articolo di Peter Dicampo da Accra
Pubblicato su Jeune Afrique, n° 2496
