Ma c’è un testo che definisce meglio questa conversione: “E Dio che disse: “Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo” (2 Cor 4,6). Come il giorno della creazione ci fu la luce, così il giorno di Damasco, dice Paolo, è stato per lui il giorno in cui Dio ha detto: «Sia la luce!». E’ una creazione nuova. Ora questa nuova creazione non è quella della Genesi, ma piuttosto quella nata dal Cristo risorto: «Se uno è in Cristo è una creatura nuova» (2 Cor 5, 17).
Da quel momento tutta la sua vita riceve un nuovo orientamento verso la persona di Cristo. Così, da nemico di Gesù diventa amico, da avversario diventa discepolo. Si badi che non è tanto una conversione sul piano etico, poiché egli viveva già in una vita moralmente ben strutturata, essendo cresciuto “alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio” (At 22,3), ma piuttosto sul piano religioso: ha compreso che la propria salvezza è dono gratuito di Dio datogli in Cristo (Gal 1, 11-24).
Ma è ancora più interessante scoprire che Paolo in questa nuova creazione fa la stessa esperienza degli apostoli, quella di scoprire il Cristo Risorto e di iniziare una nuova vita, come i discepoli di Emmaus (Lc 24, 13-33), come Maria di Magdala anch’egli può dire “Ho visto il Signore” (Gv 20,18); come gli apostoli sulle rive del lago di Tiberiade può riconoscerlo “E’ il Signore!” (Gv 21, 7) o come Tommaso può esclamare quel grido di fede e di adorazione “Mio Signore e mio Dio” (Gv 20, 28). E’ quindi anche lui, un apostolo a pieno diritto: 1 Cor 15, 1-11.
Rifletti:
Quando mi sono convertito io? Quali sono stati i punti nodali, i momenti di cambio che mi hanno conformato maggiormente a Gesù Cristo? Come il Signore mi ha raggiunto? Paolo ci insegna che i1 Signore raggiunge i nostri cuori nelle modalità che Egli ritiene appropriate per ognuno di noi, là dove siamo e come siamo…
Prega:
“Signore, fammi conoscere la mia via. Aiutami a capire le tappe del tuo disegno, i momenti di luce e i momenti di ombra. Donami di conoscere a che punto sono in questo cammino e dove mi trovo. Nella certezza che tu sei il fondamento, il riferimento assoluto della mia esistenza e che non mi chiedi nient’altro che essere come te e vivere come te. Lo chiediamo a te, o Cristo, che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli”.
p. Andrea
