Il Sabato Santo, dopo aver preparato la Vigilia con gli animatori ho chiesto di andare a Cefa per pregare per tutti quelli che sono stati seppelliti vivi al crollare delle proprie caverne. Ho pensato: “Quanti sepolcri di speranze morte!”. E con loro la speranza della loro famiglia!” Oggi la Chiesa contempla il Sepolcro, e anche in questi sepolcri giace Gesù! Nessuno sapeva la quantità di gente che moriva ogni giorno! Ciascuno continuava a lavorare nella sua propria caverna o “sepolcro”, distante qualche metro di quella crollata. Dicevano che non si poteva fare niente!
Il primo pensiero (e il più facile) è stato quello di pensare all’ambizione di quella gente! Ma è questa febbre dell’oro che li ha resi folli, o piuttosto è la miseria nella quale quasi tutti vivono che li ha disumanizzati? Non lo so, quello che è certo è che ero spaventato di quello che ho visto. E sentivo il rifiuto di giudicare qualcuno. Pensavo che anch’io potrei essere lì in quella stessa condizione di vita! Mi arrabbio con quelli che utilizzano i soldi per sfruttare quella gente, oppure che contrattano i giovani per arricchirsi di più senza spendere nulla in fatto di sicurezza.
Dopo aver pregato in un “pozzo-sepolcro”, mi cercavano per andare a un altro pozzo. Come aiutare ad aprire gli occhi ai giovani di quasi tutti i villaggi della nostra parrocchia? Come riflettere assieme a loro? E’ certo che è un problema grosso di “morale” e di strutture d’ingiustizia, ma in quel momento volevo soltanto vedere la realtà con gli occhi e il cuore di Gesù. Pensavo cosa avrebbe fatto e detto il Nazareno?
Due giovani che trituravano le pietre uscite dal profondo della terra mi hanno chiesto: “Sei venuto a cercare l’oro anche tu?” - “Ho trovato già un altro tesoro che si chiama Gesù” ho risposto con un sorriso. Uno di loro ha messo la mano nella tasca piena di polvere e mi ha mostrato il suo “carnet di battesimo” di una chiesa evangelica. E abbiamo cominciato a parlare.
Un gruppo di gente ci ha rapidamente circondato. Io proclamavo una specie di “Kerigma” in francese, Emmanuel lo traduceva al gurmancema e anche in shermà, e poi un altro giovane di quel gruppo, lo ripeteva in hausa. Mi hanno chiesto una preghiera per trovare l’oro; ho risposto di sì, ma non per diventare ricchi e potenti, ma perché possano vivere degnamente offrendo educazione, salute e sicurezza ai loro figli! Un altro mi ha chiesto se io fossi capace di cercare l’oro come lui. Gli ho detto che io non rischierei mai la vita mia (e quella della mia famiglia) per alcuni grammi d’oro in quelle condizioni.
Abbiamo celebrato la Vigilia e la domenica di Pasqua abbiamo festeggiato con danze la Risurrezione di Gesù. La metà dell’omelia è stata dedicata a “Cefa” e a come leggere alla luce della Pasqua tutta quella follia! Mi veniva in mente il Salmo 119 della Vigilia “… più che l’oro, più che l’oro raffinato” (v.127).
Oggi è venuto Emmanuel a dirmi che è morto Valentin, un giovane battezzato di Tangunga che cercava l’oro a Cefa e suonava il tam-tam nella comunità. Nella messa di Pasqua avevamo rappresentato il Vangelo e lui faceva la parte di Giovanni. Che la luce del Risorto illumini tutta questa gente con realismo e speranza, e noi per fare quello che dobbiamo e possiamo!
Bomoanga, Niger, 10-05-2009
P. Carlos Bazzara
