P.Ceferino: Nel labirinto della missione...

ceferinoRicordo che un anno fa sono arrivato con padre Angelo in Angola. Allora ero rimasto colpito nel vedere tante persone che circolavano dappertutto e che si guadagnavano il pane quotidiano sfidando la vita con il sorriso. E mi colpirono anche i grandi quartieri pieni di gente che viveva in mezzo alla spazzatura. Le piccole stradine facevano della nostra missione un grande labirinto.

Un anno dopo vivo ancora le stesse impressioni, con la differenza che il poco tempo trascorso mi ha dato la possibilità di ritrovarmi in mezzo alla gente e di penetrare questo gran labirinto fuori e dentro di me. Il mio impegno qui è soprattutto con i giovani. Loro mi hanno insegnato con la loro forza, con il loro coraggio e la loro speranza a scoprire Kicolo in un modo differente. Qui l’ambiente giovanile è molto complesso.

Da un lato, mancano il lavoro e la possibilità per tanti di studiare. Sembra che l’aggressività e la violenza siano aumentate in questo tempo. Dall'altro lato ci sono tanti giovani che s’impegnano ad uscire da situazioni di povertà e marginalità e che cercano in questo gran labirinto delle nuove possibilità per costruire un futuro differente per loro e le loro famiglie.

Ai giovani angolani piace tanto fare teatro e ridere insieme. L’umorismo e le rappresentazioni sono una forma di protesta in un paese come l’Angola dove non c’è libertà d’espressione, dove il pensiero è censurato e la libertà è solo una parola utilizzata durante le campagne elettorali.

Nella missione del Buon Pastore abbiamo creato un gruppo d’animazione per i giovani. In questo momento è formato da dodici giovani. La prima tappa è stata quella di formarci e conoscersi. Ora ci siamo lanciati sul terreno lavorando in diverse zone della missione. Tentiamo di offrire formazione, cercando che i giovani si ritrovino e dando elementi vocazionali che possano essere di aiuto per discernere le loro vite. Vogliamo contagiare altri giovani con la vita e la speranza, come i primi discepoli di Gesù hanno contagiato con la vita del Risorto.

Tanti dei nostri giovani a Kicolo sono fragili e si sono incamminati per delle strade sbagliate. Ma i loro cuori continuano a cercare la vita. Tanti di loro non riescono a liberarsi dalla paura di essere veramente liberi. Quella libertà che ci conduce alla vita. Tanti non vedono un futuro diverso in mezzo a tanta corruzione politica e privazione dei loro diritti fondamentali. Sono vittime di un sistema ingiusto e per cquesto fanno parte dei preferiti da Dio. Noi missionari della Sma siamo qui a Kicolo per loro e per tanti altri: per annunciare che la morte è stata vinta.

Confrontandomi con la gente e con me stesso riscopro con gioia ogni giorno nella mia vita missionaria che anche Dio continua a penetrare il labirinto della nostra storia per portarci alla terra promessa. È Lui che c’invita ad annunciare la vita in mezzo alla morte, ad annunciare l’amore in mezzo alla divisione e all’odio. È Lui che si perde in mezzo a noi per farci ritrovare il cammino “della vita piena e in abbondanza”.

giugno 2009

P. Ceferino Miguel Cainelli

Kicolo- Luanda - Angola

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