Discernimento spirituale per la missione

Siamo in Sierra Leone, a Freetown, la capitale. Dopo aver perso, il 2 giugno 1859, un primo missionario, Mons. de Brésillac, Fondatore della SMA, ne vede morire un altro, il p. Bresson, tre giorni dopo. E scrive:”E’ un nuovo colpo che mi lascia inconsolabile, ma con la grazia di Dio resto sottomesso alla volontà di Dio, senza comprenderla”.

Il 10 giugno, scrive alla sorella Félicie: ”Ero pieno di speranza che il buon Dio ci avrebbe preservato (dall’epidemia)[…]. Ma le vie della Provvidenza sono impenetrabili”.

Nella sua vita, de Brésillac è stato chiamato varie volte a discernimenti difficili, complessi e dolorosi.
Se noi oggi vogliamo procedere rispondendo al Signore nel modo giusto dobbiamo saper discernere “la condotta della Provvidenza”. Ogni giorno diciamo al Signore: “Sia fatta la tua volontà”. Ma per realizzarla occorre conoscerla. E non è sempre facile.

Il nostro Fondatore ci presenta alcuni semplici mezzi per conoscere la volontà divina: abbiamo bisogno di preghiera e di buoni consigli, egli scrive. “(Occorre) studiare noi stessi nel silenzio e nella meditazione. Bisogna chiedere il soccorso dell’esperienza dei Santi e studiare quanto ci hanno lasciato di saggi consigli e di regole per il discernimento degli spiriti […]. Bisogna non fidarsi di niente. Occorre imporre il silenzio alla voce della natura. E’ necessario sottoporre all’esame della fede anche i nostri più nobili sentimenti e i movimenti dell’anima e del cuore che ci sembrano più legittimi”.

Viviamo in un tempo in cui il discernimento della volontà del Signore è difficile. Infatti, il quadro entro cui svolgiamo la nostra vita e azione è in rapido movimento. Riceviamo una grande massa d’informazioni, immagini, stimoli, opinioni, prodotti che lambiscono la nostra esperienza religiosa. Spesso hanno un’attualità di durata minima. Dal punto di vista delle negatività, respiriamo il secolarismo, la desacralizzazione sottile e irridente, le manipolazioni mediatiche diffuse da ricchi e presuntuosi centri di potere, il relativismo che tocca elementi fondanti del nostro credo, il senso evanescente di qualunque espressione dell’autorità, (anche di quella autorevole), l’esaltazione delle esigenze della singola persona.

Inoltre, “la tirannia del momento” (T. Eriksen) è la caratteristica della società contemporanea. Secondo gli esperti, viviamo nella cultura dell’adesso e della fretta. Quindi è ancora più importante saper scegliere, cercando di capire cosa Dio vuole da noi ora. Non basta un qualunque discernimento. Ci vuole un discernimento che sia espressione di uno stile di vita. Solo un cristiano “spirituale” può compiere un discernimento “spirituale”.

Il discernimento spirituale si realizza, infatti, seguendo determinati principi, criteri, condizioni ed esigenze. Essi sono il frutto dell’insegnamento biblico, specialmente del Nuovo Testamento, (in particolare di San Paolo e di san Giovanni) e dell’insegnamento dei Padri e del magistero della Chiesa, dei maestri spirituali e dei santi.

"Il discernimento è come la madre di tutte le virtù ed è necessario a tutti nel guidare la vita sia propria, sia altrui". (Dai Trattati di Baldovino di Canterbury, vescovo).

P. Bruno Semplicio

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