Nuovi stili di vita: proposte per una vita più felice

Alla SMA di Feriole, lo possiamo testimoniare in tanti, si sta bene, in modo tutto speciale in occasione della festa che a settembre dà l’avvio alle attività del nuovo anno.

p-sandro 400x300Si prova gioia nel sentirsi accolti dai padri e dalle suore, incontrando tanti amici, provando commozione per le testimonianze delle missioni, per le partenze e gli arrivi, accogliendo la Parola di Dio, proposta quest’anno: “Dov’è tuo fratello?” (Gen 4,9); “Gli si fece vicino… e si prese cura di lui” (Lc 10,34), vedendo la generosa collaborazione di piccoli e grandi, sostando riconoscenti nel silenzio della cappella di fronte a Gesù, centro e cuore di tutto.

Come dilatare questa oasi di serenità al “mondo” esterno? C’è qualche segreto per la felicità? Ci ha suggerito qualche ricetta P. Adriano Sella (adrianosella@virgilio.it) durante l'incontro svoltosi domenica 6 settembre pomeriggio. Padre Adriano è un missionario promotore del Movimento "Gocce di Giustizia", responsabile della Commissione “Nuovi stili di vita” della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Padova.

L’incontro era in sintonia con il tema del nuovo anno pastorale: “Il bene comune: stile di vita nella comunità cristiana”. Non è facile riassumere la grande ricchezza di informazioni, di esperienze concrete, di spunti di riflessione dell’incontro per cui rimando al prezioso libretto: Mini-guida dei nuovi stili di vita, Edizioni Monti.

Dopo aver ricordato la campagna del 1985 "Contro la fame cambia la vita", che auspicava un movimento dal basso per produrre cambiamenti strutturali al vertice, e l’intuizione profetica di Giovanni Paolo II: “Costruire stili di vita nei quali la ricerca del vero, del bello, del buono, la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi, degli investimenti...”( Centesimus annus n.36), p. Adriano spiega che sono proprio i piccoli gesti quotidiani e le scelte individuali che possono determinare grandi cambiamenti e porre le basi di un mondo migliore, senza bisogno di essere eroi o santi.

I Nuovi stili si esplicano attraverso quattro rapporti: con le cose, con le persone, con la natura, con la mondialità. Nel rapporto con le cose ad esempio, proviamo a passare passare dal consumismo al consumo critico, dalla dipendenza alla sobrietà. Perché il consumismo non finisca con il consumare le nostre energie e i nostri interessi, facciamo la scelta della sobrietà, intesa non come privazione dalle cose, non come sacrificio e austerità, ma come liberazione dal superfluo, dalle cose che soddisfano un bisogno indotto dalla pubblicità.

Ma come fare? È il momento dell’ “operazione zaino”: tra i 10.000 oggetti che mediamente affollano la nostra casa, tengo ciò che è veramente importante, essenziale per la qualità della vita e con coraggio getto nel cestino l’inutile e il superfluo.

Ognuno può fare discernimento in questa cernita delle cose, ma la proposta per tutti è questa: adottiamo uno stile di sobrietà felice, per dare senso e sapore al nostro vivere quotidiano. Potremo così recuperare attenzione per le relazioni, veri beni essenziali della vita, che richiedono tempo per coltivarle e custodirle come un tesoro. Esse implicano la dimensione dell’ascolto e del dialogo, il rispetto della diversità, l’educazione a vedere l’altro come una ricchezza e non come una minaccia. È la convivialità delle differenze, come dice don Tonino Bello, “per vivere sulla terra ciò che le persone divine vivono in cielo”. Significativa è l’esperienza ad esempio dei “condomini solidali” .

Il “paradosso della felicità” dimostra che il gusto della vita non dipende dalla ricchezza economica, ma dalla ricchezza umana, cioè dalle relazioni interpersonali. Un suggerimento pratico: Spegni la tv, accendi la vita!

Un nuovo stile di vita richiede un rapporto diverso con la natura: siamo tutti chiamati a passare con urgenza dalla violenza ambientale al rispetto del Creato, dall’uso indiscriminato delle risorse alla responsabilità ambientale.

Anche in questo caso ci vengono richiesti piccoli gesti, simboleggiati da alcuni slogan significativi: “Disimballiamoci”, “Metti in moto i piedi”, “Imbrocchiamo l’acqua” e con iniziative come il "Piedibus".

Nei confronti della mondialità è necessario passare dall’indifferenza rispetto ai problemi mondiali alla solidarietà e responsabilità, dall’assistenzialismo alla giustizia sociale, come insegna la Dottrina sociale della Chiesa. Ecco le proposte del Commercio equo e solidale, dei Gruppi GAS (Gruppo acquisto solidale) e GASS (gruppo acquisto solidale e sobrio), del Consumo critico, del Turismo responsabile, dei Bilanci di Giustizia, della Banca Etica.

Una grande sfida ci attende, ma per cambiare è necessario operare a tre livelli, con un’azione che procede dal basso verso l’alto e in modo circolare: il livello personale e familiare (comincio io); quello comunitario (famiglie in rete, gruppi di amici, associazioni, parrocchie), istituzionale. Quanto più i cittadini sono responsabili, tanto più è possibile il cambiamento.

Ma tu cambieresti?

Riflettiamo sull’invito a rivedere i nostri consumi con scelte più rispettose dell’ambiente e acquisti più solidali in particolare con i popoli del Sud del mondo; “rafforziamo i legami con gli altri: mai potremo essere privati della bellezza e ricchezza di un sorriso, di un abbraccio, di un bacio, di momenti conviviali, dell’amicizia, dell’amore”.

È proprio quello che viviamo qui alla SMA e ci fa sentire così bene. Ringrazio il Signore per questo.

Gabriella

Foto: p. Adriano mentre presenta i nuovi stili di vita ai partecipanti della festa

Feriole, 6 Settembre 2009

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