Korhogo è la terza città della Costa d’Avorio, gli abitanti sono circa 300.000. La Chiesa di Korhogo ha festeggiato da poco i cento anni dall’inizio dell’evangelizzazione della regione. La nostra parrocchia, fondata nel 2005, è la settima della città. La situazione politica e sociale resta critica. Sono state indette le elezioni presidenziali per il prossimo 29 novembre, ma già da tempo si sente dire che ci sono ritardi e quindi il regolare svolgimento delle votazioni è in forse. C’è una grande voglia di autonomia, di indipendenza, di libertà. Lo senti nei discorsi dei politici (il Presidente della Repubblica, qualche giorno fa, chiedeva semplicemente di poter governare, poter pensare, operare per il paese senza pressioni esterne, essere liberi di governarsi).
Voglia di libertà
Lo senti anche nei discorsi con le persone che incontri tutti i giorni. Da parte dei giovani, voglia di partire, di andare in Europa o negli USA, per tentare la fortuna, una vita diversa, migliore, quella che viene trasmessa dalla tv attraverso film e telenovelas, che veicolano mode e stili di vita trapiantati in Africa senza alcuna mediazione o transizione. Il perdurare della crisi ha prodotto un grave ritardo nel paese, soprattutto al Nord.
Le scuole hanno ripreso a funzionare solo nel 2008 e quest’anno, mettendo assieme tutti i giorni di scuola effettiva, si raggiungono appena i tre mesi di lezioni, ed il livello è molto, molto basso: ragazzi che avevano cominciato ad andare a scuola al momento dello scoppio della guerra solo ora dopo sei anni, riprendono a frequentare la scuola. Nel Nord si percepisce un malcontento generale nel’amministrazione, perché i salari sono sottopagati o pagati in ritardo. Inoltre, qualche mese fa, la Costa d’Avorio è stata giudicata tra i paesi poveri più indebitati. Con la guerra, al Nord si è instaurato un “clima” di ribellione alle regole, all’autorità. Penso ad esempio alla circolazione stradale di Korhogo città, dove non c’è alcun rispetto del codice della strada…
Paese “desiderato”
La Costa d’Avorio, come tutta l’Africa, è anche terreno di conflitto tra le grandi economie della terra. La Cina con i suoi prodotti a basso costo ha invaso tutti i mercati, ma ora è alla ricerca di materie prime. Si possono incontrare quando si percorre la strada da nord a sud, dei camion carichi di ferro: tutti i pezzi di ferro in disuso, abbandonato, vengono fusi e inviati in Cina come materia prima. O l’acquisizione da parte del governo cinese di contratti per la costruzione di infrastrutture a prezzi molto concorrenziali.
A questa forte presenza economica cinese, rispondono gli USA, con un recente viaggio del Segretario di Stato H. Clinton in alcuni paesi africani, per portare il sostegno alla democrazia e all’economia americana. La Francia come antica potenza coloniale non resta a guardare, così come l’India, meno interessata alla politica e più a contratti per la costruzione di infrastrutture e all’approvvigionamento di materie prime.
Cristiani e musulmani
Il Nord della Costa d’Avorio è conosciuto come una regione a maggioranza musulmana. Un Islam imposto con la forza nel XIX secolo, ma che è anche tollerante ed è per questo che ho trovato una Chiesa Cattolica in piena espansione. Nelle famiglie convivono musulmani e cristiani senza alcun problema. Vedo molte persone pregare. Mi è capitato di vedere delle donne che, per strada o in attesa in qualche ufficio, recitano il rosario, leggono un libretto di preghiere.
Da parte dei religiosi, di tutte le confessioni, è necessario uno sforzo per allentare la tensione, per ricucire e riappacificare gli animi. Il nostro è un ruolo davvero importante e delicato, unanimemente riconosciuto da tutti gli attori della crisi. Quest’anno nella nostra parrocchia abbiamo avuto un centinaio di battesimi, è una Chiesa che cresce e questo fa ben sperare per il futuro.
P. Filippo Drogo
Ottobre 2009
