P. Dario Dozio: Natale con i miei...

pranzo di natale“Natale coi tuoi…”: si dice; e stavolta ho rischiato proprio di rispettare il detto alla lettera. Un problema di salute mi ha obbligato a rientrare d’urgenza: operato subito alla bocca (…non mi hanno tagliato la lingua!), ho dovuto aspettare ancora quattro settimane per avere i risultati degli esami. Qualcuno diceva già che quest’anno il Natale l’avrei passato in Italia (da molto non vedo più la neve né mangio il panettone coi miei di casa!). Grazie a Dio invece tutto è ok! Vi lascio immaginare la mia gioia di ritornare in Africa.

Così ora mi sto già preparando a festeggiare il Natale con i “miei” di San Pedro. Non conosco ancora bene la nuova parrocchia, ma mi sento già di casa. Certo, mi è dispiaciuto lasciare Tabou: avrei dovuto restarci almeno una vita. Invece mi ha chiamato il vescovo e, senza troppi preamboli, mi ha chiesto di venire in città: parroco della cattedrale …che non c’è. Chissà se troverò ancora un posto così bello come la Mission Catholique di Tabou !

San Pedro cambia la vita. Intanto ho ritrovato lo schiamazzo dei maquis, con la musica a tutto volume giorno e notte, e i taxi scarburati che ti sfrecciano accanto in cerca di clienti. Poi la folla, il via-vai continuo di gente di tutti i colori e religioni. Il Bardo, la grande baraccopoli, sempre più estesa e seducente. Perché la gente continua ad arrivare da tutte le parti, nonostante la crisi, aggravata dalla guerra civile e dall’insicurezza quotidiana.

I miei nuovi parrocchiani sono multi-etnici: ogni giorno la preghiera è detta in una lingua diversa e quando mi portano da mangiare mi trovo dei piatti tipici di varie parti d’Africa. Quelli che vengono in chiesa (anzi, nel salone, perché non abbiamo ancora una chiesa) per lo più sono giovani, venuti con le loro spose in cerca di lavoro. Invitati da qualche lontano parente, si accampano come possono in casette provvisorie, fatte in legno o in compensato, con grovigli di fili elettrici sopra il tetto di lamiera, senza acqua né fogne. Un miracolo di architettura che sfida le leggi di gravità e tutte le norme di sicurezza.

pranzo natale san pedro 09Ma a me piace passeggiare per quelle viuzze e salutare la gente che incontro. Osservo la loro capacità, spesso geniale, di saper inventare qualche lavoretto quotidiano, piccolo commercio o imbroglio che li aiuta a sopravvivere e poter continuare a sperare. Poi i bambini. Furbi e vivacissimi: sono il più bel miracolo del Bardo. Ti sbucano da non sai dove e ti seguono ovunque, gridando “ bianco! bianco!” in tutte le lingue possibili. Prima ti osservano un po’ a distanza, perché non si sa mai… Poi basta un sorriso che subito si fanno amici, ti prendono per mano, ti guidano dove vogliono e non riesci più a liberartene.

È con loro che voglio far Natale. Prima la Messa solenne per i cristiani (ma vengono pure tutti gli altri). Poi, con il gruppo “Sant’Egidio”, un pranzo più solenne ancora per i ragazzi di strada. Il menù è già stabilito: popcorn e gallette di miglio come aperitivo; quindi un sostanzioso piatto di “riso senegalese” con dei bei pezzi di carne e pesce arrosto. Al posto del panettone (qui non se ne trova) saranno servite buonissime banane fritte accompagnate da un uovo sodo e peperoncino piccante. E per spumante una lattina di coca cola. Cosa vuoi di più? Naturalmente il numero dei partecipanti dipende da quanto abbiamo in cassa.

Quest’anno son così contento di passare il Natale in Africa che vorrei chiamare il più gran numero possibile di bambini. Qualche aiuto è già arrivato e mi sto organizzando. Ma se vuoi contribuire anche tu e invitare altri bambino del Bardo al pranzo di Natale, il prezzo è di due euro a testa, tutto compreso, anche il coperto e il peperoncino.

Buone feste a tutti !

P. Dario Dozio

San Pedro, 21-11-2009

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