Cosa fa ‘sto gruppo Karismà?

Spesso ci viene rivolta questa domanda a cui tento di rispondere partendo però da chi è il gruppo Karismà e solo dopo eventualmente spiegare cosa fa.

Questo perché una persona dovrebbe essere identificata per ciò che è e solo dopo per ciò che fa. Uno infatti può sempre smettere di “fare”, ed è lecito farlo se necessario, ma non per questo smette di essere; è bene quindi, anche per noi, avere chiaro il significato di chi si è, di quali sono i nostri sogni di quali sono i nostri sogni per non perderci, poi tutto il resto viene più spontaneo. Comunque, per iniziare a scendere più sul concreto cominciamo con le presentazioni.

Chi siamo?

Siamo un gruppo di 26 laici giovani-adulti, famiglie e non; persone diciamo “normali” che vivono la loro vita “normale” nel mondo, con le soddisfazioni e le pene del lavoro quotidiano, le gioie e le fatiche delle relazioni di ogni giorno, le corse per riuscire a fare la spesa, preparare la cena e possibilmente avviare qualche lavatrice.

Cosa ci lega?

Il desiderio di poter essere missionari nella nostra condizione di laici, avendo gustato nella nostra vita com’è buono il Signore con noi e quali gioie dà nel servire il povero.

Perché il nome Karismà?

Abbiamo voluto sottolineare l’attrazione verso il carisma proprio della Sma (carisma-Sma) e la spiritualità del suo fondatore.

E qual è questo carisma?

Riassumendolo in poche parole diciamo che come “figli” della Sma vorremmo caratterizzarci per lo spirito di accoglienza, l’attenzione e l’apertura verso il povero e lo straniero, particolarmente l’africano.

Perché proprio alla Sma?


I diversi anni di cammino all’interno di questa comunità ci hanno portato ad interrogarci sul perché della nostra presenza qui (e non altrove). Abbiamo preso consapevolezza che il nostro essere approdati e il nostro esserci fermati qui non è un caso e che siamo chiamati a vivere la vocazione cristiana da missionari secondo il carisma Sma appunto.

Il nostro desiderio-impegno?


Vorremmo vivere questa vocazione missionaria, radicati nella preghiera e nell’ascolto della Parola, testimoniando la nostra fede nel vivere quotidiano, familiare e professionale, con il prossimo, all’interno della parrocchia, nei nostri impegni sociali, politici, economici.

Nel nostro quotidiano vorremmo prestare particolare attenzione al povero, in particolare lo straniero, e operare per la pace, la giustizia e il dialogo tra le culture.

Concretamente (alcuni punti):

Ci incontriamo mensilmente all’interno della comunità (la nostra guida spirituale è p.Toni, succeduto a p.Giuseppe). Un mese l’incontro dura una giornata (la seconda domenica del mese), il mese successivo conviviamo tutto il fine settimana (corrispondente alla seconda domenica del mese) a partire dal venerdì sera; e così via a mesi alterni da ottobre a giugno. Sono momenti speciali che si inseriscono nel tessuto della vita di ogni giorno dove comunque dovremmo essere missionari; sono occasioni di ricarica personale e comunitaria, fatta di formazione, preghiera, ascolto della Parola, condivisione dei nostri vissuti; opportunità per curare il nostro essere fraternità.

•Attingiamo normalmente “energia” nella nostra vita dalla preghiera e dalla Parola
•Cerchiamo di adottare uno stile di vita sobrio
•Ci impegniamo ad una corretta informazione e sensibilizzazione con uno sguardo alla realtà mondiale e non solo locale
•Cerchiamo di adottare nuovi stili di vita, più rispettosi ad esempio dell’ambiente
•Prendiamo contatto con altre comunità laiche Sma a livello internazionale
•Prestiamo servizio all’interno della comunità Sma mettendo in comune i doni di ognuno: musica, canto, stampa, organizzazione di serate-films, presentazione e vendita libri, accoglienza,…
•Animazione liturgica
•Animazione missionaria nelle parrocchie dove vengono invitati i padri

L’ incontro con lo straniero:

Oltre agli incontri casuali che la vita ci offre per incontrare lo straniero (e comunque niente è a caso), abbiamo preso contatti con la Comunità africana di lingua francofona che ha sede a Terranegra (Pd) nella vecchia chiesa parrocchiale di S.Gaetano. Già in due occasioni abbiamo avuto modo di incontrarci.

Domenica 25 ottobre ’09 abbiamo partecipato insieme alla messa cominciando ad assaporare i ritmi e la vivacità della musica africana, per non parlare dell’ospitalità proverbiale che ci ha visti rimpinzati di frittelle preparate all’ultimo per noi ospiti nella saletta dietro la chiesa.

Secondo invito ricevuto: domenica 8 novembre in occasione dell’apertura dell’anno pastorale. Alla celebrazione eucaristica vivace e ricca di ritmi, canti e danze è seguito un concerto in varie lingue africane; dulcis in fundo il pranzo condiviso che simboleggiava proprio il nostro incontro, sui tavoli infatti si alternavano le nostre teglie di pizza (tipicamente italiana) a piatti di riso con salse di carne o pesce (tipicamente africane).

Per noi è un inizio per cominciare a tessere relazioni più concrete e non solo teoriche con questi fratelli. E’ un cammino questo che ci aiuta, prima di tutto, a maturare personalmente il nostro rapporto con il Signore per trovare in Lui le energie necessarie per “essere missionari dal profondo del cuore”. Cosa il Signore vorrà da noi, poi, lo scopriremo cammin facendo. Intanto camminiamo!


Rosanna Friso, Pianiga (PD)

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