La riunione dei padri SMA in Costa d’AvorioDal 4 al 7 gennaio scorso si è tenuta al Centre Chappoulie di Abidjan-Yopougon l’Assemblea annuale dei Padri SMA che lavorano in Costa d’Avorio, organizzata dal Superiore, P. Gerardo Bottarlini e dai suoi collaboratori. P. Andrea Mandonico in visita alla SMA italiana, ha animato il ritiro iniziale. Ci sono stai poi incontri fraterni di gente felice di ritrovarsi, ed anche discussioni impegnative su temi pastorali o di attualità.
Se, per chi ha conosciuto le Assemblee di quaranta anni fa, la prima cosa che salta agli occhi è la diminuzione del numero dei confratelli SMA (da oltre 150 si è ridotti ora a poco meno di una quarantina), ci sono importanti elementi positivi nuovi che vanno sottolineati.
Innanzi tutto l’internazionalità crescente e veramente “cattolica”di queste riunioni: fra sacerdoti, stagiaires e seminaristi, nella SMA ivoriana sono rappresentate una dozzina di nazioni differenti, di cui oltre la metà sono paesi africani.
Inoltre a commento della diminuzione della presenza SMA in Costa d’avorio bisogna dire che in passato la SMA è stata per decenni l’unico Istituto missionario presente sul territorio, interamente dedita alla “plantatio ecclesiae”, e da cinquant’anni la presenza religiosa si è molto differenziata, sia nel ramo femminile che in quello maschile: oggi gli istituti si contato a decine, ed alla SMA rimane il “vanto” , o la consolazione se meglio preferite, di essere
all’origine di quasi tutte le chiese locali dei Paesi che si affacciano sul golfo di Guinea e che contano oggi centinaia di diocesi con migliaia di sacerdoti…anche se “la missione non è finita !”Un secondo aspetto da sottolineare è il numero crescente dei confratelli SMA africani: e qui la consolazione non è solo quella del “vecchio papà” che, sentendo le sue forze diminuire, deve lasciare al figlio le redini dell’azienda a cui a dedicato tutta la vita, ma anche quella , meno spontanea ma più consapevole, di chi è convinto che il loro “annuncio” sarà, cert,o meno sostenuto dalle “opere buone” che hanno accompagnato la nostra presenza missionaria nel campo dell’istruzione, della sanità, dello sviluppo, ma altrettanto efficace, perché la loro voce ed il loro”linguaggio” non sarà più quello del forestiero, ma di ”uno di casa” che vede e affronta la realtà con la mentalità del posto.
Lo si è visto durante le due sessioni dedicate al dialogo islamo-cristiano ed alle “nuove comunità ecclesiali”: i punti di vista talvolta divergono, ma sono ugualmente dettati dal desiderio di annunciare il vangelo all’Africa.
Insomma, la missione continua, con uomini nuovi, metodi e mezzi differenti: lo sguardo della Fede ci fa vedere lo Spirito che continua a soffiare sulle nuove generazioni di giovani africani, perché si dia una risposta sempre più vera all’appello lanciato da Paolo VI a Kampala nel 1964: “Africa, sii tu la missionaria di te stessa!” E penso che anche la settantina di Confratelli SMA sepolti in Costa d’Avorio e che hanno il loro nome inciso sulla lapide-ricordo accanto alla cappella della casa regionale SMA di Abidjan, si rallegreranno di vedere in giro meno barbe bianche e più capigliature crespe.
A loro non soltanto il vanto di sentirsi dire “ Isti sunt qui plantaverunt Ecclesiam sanguine suo”, ma anche il merito di essere stai l’humus da cui la nuova Missione sta crescendo… in silenzio, come una grande foresta equatoriale…
Abobo-Doumè, 16 gennaio 2010
P. Lorenzo Rapetti
