Mi chiamo G, sono quasi una farmacista e ho nel cuore l'Africa fin da bambina

Ciao Marta,

è stata una casualità aver scoperto la SMA, o forse il destino, ma soprattutto è stato un vero piacere 'conoscerti' attraverso la tua presentazione.

Sono un disastro a scrivere ma procedendo con ordine innanzitutto mi presento.

Mi chiamo G., ho 29 anni, e sono "quasi" una farmacista ospedaliera (mi specializzo quest'anno) e ho nel cuore l'Africa fin da bambina.

Finalmente nell'ottobre 2009 sono partita per tre settimane per una missione in Togo dove ho prestato servizio come farmacista presso un dispensario farmaceutico di un poliambulatorio della capitale Lomé, appoggiandomi alle suore Canossiane e al Voica (Volontariato internazionale canosssiano) al quale sono arrivata grazie all'aiuto di un padre gesuita (il mio padre spirituale) della associazione in cui faccio volontariato.

Ti scrivo perché ho finalmente trovato il coraggio di provare a realizzare un mio sogno: conciliare il mio lavoro con il mio desiderio di aiutare il prossimo e la mia passione per l'Africa.

Il mio desiderio nel corso degli anni è stato messo nel cassetto perché pensavo fosse un desiderio di fuga o paura di affrontare la realtà (influenzata dalla mia famiglia e da amici), ma dopo la laurea (2005) ho deciso di intraprendere un percorso di analisi personale con una psicologa e, un anno dopo con il mio padre spirituale Franz, per capire veramente chi sono e cosa voglio.

Facendo due conti ti sarai accorta che sono passati anni... intensi, nei quali ho combattuto le mie battaglie personali tra alti e bassi, che mi hanno portato a capire che il io desiderio di missione è sincero e che valeva la pena di tentare di far conciliare il mio lavoro e il mio desiderio di aiutare il prossimo.

Ti chiedo un confronto e un consiglio per capire da dove poter iniziare questo mio percorso.
Grazie per la tua disponibilità!!

G.


Carissima G.,

grazie di cuore per la pazienza che hai avuto ma purtroppo solo in ore strane (come ora….5.45 del mattino) la casa è tranquilla, Giulia non urla perché vuole il seno di mamma, e Lorenzo anche se ha la febbre è ancora avvolto nella sua coperta a dormire.

Io ho dato sempre la priorità ai miei due cuccioli, soprattutto in questi mesi che sono stati spesso ammalati, ma questa mattina dopo la poppata delle 5 ho detto: è il mio momento con G.!!!

Eccomi qui!!

Carissima mi sento molto in sintonia con quello che hai vissuto e tuttora vivendo.

Sono contenta che hai già dato un’occhiata ai siti già indicati nella rubrica, il che mi conferma ciò che mi scrivi: nel tuo cuore c’è un posto dedicato al prossimo in terra di missione.

Ti confido che anche per me i tempi tra sogno di partire e partenza reale, sono passati un po’ di anni, precisamente quattro e quando ho parlato di questo mio bisogno di donarmi alle persone che vivevano in quelli che vengono definiti Paesi in via di Sviluppo, il mio carissimo Don, mi ha detto di impacchettare il mio sogno e metterlo da parte: non era il momento giusto!!

Quando mi diceva queste cose ero sconvolta, triste e amareggiata. Secondo lui le scelte immediate, dettate dall’euforia del momento, dalla passione sgorgata da un libro (La città della gioia di Dominique la Pierre) dovevo farle maturare.

Da quella famosa chiacchierata del 1992 sono uscita piangendo, perché mi chiedevo come mai ad una giovane volenterosa con lo spirito e l’entusiasmo dei vent’anni, un mio amico mi dovesse tagliare le gambe così velocemente.

Poi a casa pian piano facendo silenzio, e pregandoci su, mi sono illuminata ricordando una cosa a cui credevo e credo tuttora fortemente: noi tutti troviamo la persona “giusta” che al momento opportuno ci dice la cosa “giusta”. Questo se si crede che gli incontri siano un mezzo per il Capo Lassù per farci sentire la Sua voce!!

E così ho iniziato a darmi da fare per capire seriamente se ero io a chiamare la missione o era lei a chiamare me! Ed è stato così che dopo tre anni di scuola d’infermiera sono partita per un anno in Ecuador.

Tutto questo perché te l’ho raccontato? Perché prima di risponderti ho riflettuto molto sul cosa dirti.

Sento dentro me che il tuo sogno è vero, maturo e “coltivato” nel tempo.

Penso che avendo già fatto un’esperienza di tre settimane l’anno scorso, ora tu possa muoverti per un tempo maggiore. Che ne dici?

Non so se stavi cercando una conferma da me: ma sento che hai delle buone “carte” per partire in missione, bisogna solo far chiarezza per quanto tempo e con chi.

Ho dato un’occhiata al sito VOICA e cercano farmacisti anche per periodi lunghi. C’avevi mai pensato a ripartire con loro? Questo può aiutarci nella ricerca.

Altrimenti ci sono le ONG (di cui forse hai già letto nel sito) oppure ci sono i nostri Padri Sma da contattare e conoscere di persona.

Non ti scrivo altro perché mi piacerebbe continuare la chiacchierata e trovare insieme a te la proposta giusta.

Ti auguro buona domenica

Marta

Ciao Marta,
come stai? i tuoi bambini?
Ho guardato vari siti e sono state tante le sensazioni ed emozioni che mi hanno "sconvolto"...

In questo momento al lavoro si stanno aprendo buone prospettive per me ma nonostante tutto sento crescere in me il desiderio di partire tra mille paure e la consapevolezza di iniziare una esperienza nuova da zero.

Potrei sembrare un'incosciente ma in realtà è arrivato per me il tempo di fare una scelta da tempo meditata.

Il mio padre spirituale F. manderà il mio curriculum a ONG dei gesuiti mentre la mia psicologa lo darà ad una sua amica che lavora per medici senza frontiere per iniziare a fare dei colloqui e valutare poi le diverse proposte da qui a fine anno, quando vorrei partire. Mamma che emozione e che ansia però sono serena.

Sono consapevole di quello che lascio.... le mie amiche, la mia famiglia, il mio cane....e tante altre persone, mi mancheranno ma so che non le "perderò" e grazie alla tecnologia in fondo le potrò sentire comunque; un posto di lavoro sicuro dopo anni di precariato ma le occasioni bisogna saperle e volerle cogliere.

Ho una vita piena di cose belle e brutte come tutti ma facendo i conti con me stessa non c'è niente che mi trattenga qui... sento di dover partire e sono pronta ad affrontare le mie paure per questa nuova avventura.

Ti aggiorno prestissimo
Un abbraccio
G.


Carissima, sono felice che tu abbia trovato dentro di te delle risposte e che tu abbia agito di conseguenza: brava!!
Per tutto ciò che lascerai qui....lo so ....costa....ma quando si lascia qualcosa/qualcuno per seguire il Capo Lassù, si viene ricompensate 100 volte in più e vedrai che i rapporti con amici e famigliari si rafforzeranno. Ho scoperto che sono inversamente proporzionali: all'aumentare delle distanze chilometriche diminuiscono quelle del cuore!!

Provare per credere. Sperimenterai un sentimento che mi ha sempre accompagnato in missione, sia in Ecuador che in Zambia che è la vicinanza dei cuori!
Ti sono vicina!
Marta


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