Da spettatori a attori dell’animazione missionaria

Il cammino di formazione percorso dai gruppi missionari del vicariato di Maserà, Diocesi di Padova

animt mission feriole 1L’anno appena trascorso assieme ai missionari della SMA – Padre Giuseppe e suor Marta – è stato un anno di grande coinvolgimento spirituale. La dinamica degli incontri è stata per noi assolutamente unica: da spettatori siamo diventati attori principali di un’animazione missionaria all’interno del gruppo.

Il coinvolgimento personale ha assunto fin dall’inizio un ruolo predominante dandoci, così, l’opportunità e l’impegno di comprendere meglio il cammino spirituale a cui ognuno di noi era chiamato. Questo nostro costante e attento impegno, se all’inizio ci ha un po’ preoccupati, si è rivelato alla fine un ‘valore aggiunto’, un’opportunità per conoscerci meglio e per scoprire in primis in noi quella forza cristiana che talvolta temiamo o che evitiamo di mettere alla prova.

“Dentro la storia con amore! Missionari per organizzare la speranza”

Questo è stato il tema centrale che ci ha accompagnato in questo percorso comune. Si ha discusso assieme tematiche assolutamente attuali e che rappresentano un humus importante per la nostra pratica quotidiana della Parola di Dio. Nel nostro secondo incontro si ha affrontato la questione dell’ “Equità sociale” permettendoci, così, di prendere coscienza delle grandi disuguaglianze esistenti nel mondo, ma non solo: abbiamo tentato di calare questo tema nella nostra realtà locale per cercare di misurarci con uno squilibrio sociale che non è solo un’esclusiva situazione del Nord e Sud del mondo.

Successivamente, la questione che abbiamo affrontato assieme, è stata la “Solidarietà sociale”: un passo assolutamente conseguente al precedente incontro. Consapevoli, quindi, dell’esistente disparità sociale, culturale, di genere, economica, politica, ecc., come possiamo, noi cristiani, sviluppare, promuovere e mantenere costante il nostro impegno e missione nei confronti dei più sfortunati, dei nostri fratelli che soffrono e che patiscono spesso per causa dell’egoismo e dell’individualismo umano?

La terza ed ultima scheda, poi, aveva per titolo “Felicità comune”: un ‘bene’ questo che oltre ad essere un’inclinazione iscritta nella nostra natura umana, rappresenta un dovere che noi cristiani dovremo cercare di mantenere vivo e presente nelle nostre azioni quotidiane e non solo in occasioni speciali e occasionali. Essa va ricercata sempre: è un processo che implica uno sforzo, un impegno, un sacrificio, un amore per la vita e che potrebbe esprimersi attraverso la gioia del dono gratuito e incondizionato, imparziale e libero da pesi pregiudiziali.

La vigilia dei martiri

In questo nostro cammino annuale, poi, siamo cresciuti anche attraverso la programmazione e realizzazione della “Veglia dei Martiri”: il giorno 24 marzo 2010 nella Parrocchia“Beata V.M. Immacolata” di Terradura si è svolta la cerimonia per ricordare il sacrificio delle missionarie e dei missionari martiri, nel 30° anniversario dell’uccisione di Mons. Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador. Essi hanno dato la loro vita annunciando il Vangelo testimoniando così la potenza dell’Amore di Dio sulla morte.

La veglia di quest’anno aveva per titolo “Per una Terra Futura. Missione, nuovo stile di vita”. Anche questa serata è stata la testimonianza della nostra attività missionaria all’interno del nostro contesto territoriale e parrocchiale. Un momento, quindi, di preghiera, di grande partecipazione da parte nostra e da parte del vicariato per rendere memoria a chi dedica la vita agli altri in quanto esempi e testimonianze per la nostra fede.

Il giorno conclusivo del 25 aprile

Un altro momento assolutamente importante e necessario in cui abbiamo avuto modo di confrontarci e di riguardare il percorso fatto in questo anno è stato dato dalla giornata di ritiro spirituale che abbiamo avuto modo di vivere alla SMA. Il 25 aprile ci siamo riuniti fin dal primo mattino non solo per pregare, ma anche per continuare a porci domande e tentare di darci delle risposte allo scopo di poter esprimere al meglio questa nostra missione cristiana attraverso un approccio basato sull’animazione rendendo partecipi tutti indistintamente attraverso quanto la Parola di Dio ci insegna.

La giornata non è stata assolutamente né priva e né avara di emozioni e di grandi spunti di riflessione; la giornata non ha rappresentato solo un momento di ‘Festa’, ma è stata, a mio avviso, l’opportunità per iniziare un processo di crescita personale e di gruppo. Non posso assolutamente dire che l’incontro del 25 aprile sia stato solamente un momento per tirare le somme dell’anno di animazione missionaria, per parlare di quanto siamo riusciti a produrre, ma ha rappresentato il punto di partenza di un processo in atto, di un cammino che a passi lenti deve procedere per interagire con l’intero sistema parrocchiale.

La missione, comune denominatore della fede


L’esempio di san Paolo ci aiuta a comprendere come la missione sia alla base della nostra cristianità e non deve rimanere solamente espressione di un gruppo tra tanti all’interno della chiesa: essa è il comune denominatore della nostra fede.

In questa giornata sono emersi diversi bisogni da parte di noi animatori:
• innanzitutto la necessità di essere preparati, di essere capaci di motivare e di stimolare lo spirito missionario dei cristiani;
• la necessità di non essere visti come ‘gruppo a sé’ slegato dalla realtà locale e schiacciato da stereotipi secondo i quali la missione è sempre qualcosa al di là della nostra vita quotidiana, una sorta di ‘buonismo’ che mette a tacere la nostra coscienza;
• la necessità di trovare dialogo costante con le altre realtà organizzative e gruppali inserite all’interno di ogni singola parrocchia e non solo;
• la possibilità di avere una certa visibilità continuativa facendo rete e parlando di noi, delle nostre idee, dei nostri incontri e delle nostre potenzialità;
• la necessità, quindi, di assumere una posizione non solo ricettiva, ma anche reattiva e propositiva per poter testimoniare che quanto stiamo facendo rappresenta in realtà il filo rosso della nostra Cristianità e che trovano conferma nelle Parole dell’Apostolo Giovanni: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34) Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se vi amate gli uni gli altri”.

Insieme alla ricerca della felicità comune


Personalmente ho avuto alcuni dubbi all’inizio e, come tutte le cose nuove, mi sono preoccupata di quanto padre Giuseppe e suor Marta ci avevano presentato e prospettato per l’anno di animazione missionaria. Il mio coinvolgimento diretto nella programmazione, pianificazione, ideazione e presentazione delle schede suddette è stato supportato da Giancarlo che, con la sua incontenibile carica e motivazione, mi ha permesso di conoscere meglio il mio impegno cristiano.

Le serate passate in sua compagnia discutendo la Parola di Dio, affrontando il compito da portare a termine, hanno rappresentato l’occasione per vedermi meglio dentro: ritengo che senza questo primo sforzo, questo mettersi di fronte allo specchio guardandosi profondamente nell’animo non è possibile diventare missionari della Parola.

Ritengo fondamentale che la priorità rimanga quella di lavorare costantemente su se stessi, di andare alla ricerca di quella Felicità comune, perché solo così potremo darci totalmente all’Altro senza chiederGli nulla.

Mi auguro solo che il processo messo in atto quest’anno diventi premessa per far crescere e maturare il nostro gruppo vicariale, consapevole che senza un’azione adeguata e costante, il nostro ‘essere missionari cristiani’ perde di identità.

Simonetta (animatrice missionaria)

3 maggio 2010

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