per la maggior parte di voi GUEYO è una parola sconosciuta, forse soltanto l’unione di cinque lettere e senza senso! Gueyo è un villaggio della diocesi di San Pedro, situato nell’ex foresta equatoriale, ora occupata da piantagioni di palme a olio e caucciù.
A Gueyo, con l’aiuto gli amici di SMA Solidale Onlus, p. Lorenzo Snider e P. Henri Ouédraogo faranno sorgere una scuola per tanti ragazzi che hanno voglia di studiare, ma non hanno aule.Sei ore circa per percorrere settanta chilometri che separano Gueyo da San Pedro. Strada impossibile, camions impantanati e situati a traverso della strada, t’impediscono di procedere. La luce del giorno lascia rapidamente il suo posto alle tenebre della notte che portano con sé: insicurezza, timore, rumori nuovi e strani, gemiti di uccelli ed animali che non vedi, ma senti.
Benché siamo in sei nella Pajero, un senso di paura incontrollata ci pervade: chi sgrana il rosario, chi ride per battute inconsistenti, chi sfodera la sua sicurezza con un convinto: ça va! ça va aller!
L’ultimo camion ha liberato la strada, ancora uno sforzo da chiedere alla quattro per quattro non totalmente in forma, ed ecco finalmente le luci del campo delle “Eaux et forets”. Siamo arrivati… Tiriamo un sospiro profondo. Dormiremo su un letto della missione e non “sedute” in macchina, come temuto. Accoglienza calorosa, autentica ed imprevista a quell’ora! E con quattro ore di ritardo!
24 mattina 2010: svegliandomi ritorno con il pensiero a cinquanta anni fa, quando ancora giovane adolescente, chiedevo ai passanti nelle calli di Venezia, con voce sommessa: “Pro Missioni!!!” intirizzita dai primi freddi autunnali e, vergognosa di domandare. Oggi, come allora, la Chiesa ci chiede d’essere missionari, inviati, per testimoniare il Cristo, il Suo messaggio d’amore di Padre per i suoi figli.
La mia testimonianza oggi è qui a Gueyo, per dire loro che, se anche situati ai confini del mondo, non c’è solo un Dio che li ama, ma anche tante persone che si adoperano per loro, affinché abbiano dell’acqua potabile, delle sale per l’alfabetizzazione, per il cucito, stanze per accogliere l’ospite.
“Maman, mère, madre di tanti seminaristi, vieille mère"… appellativi che si ripetono continuamente. Cerco di schermirmi, ma sento invadere la parte più intima di me stessa da un sentimento, dapprima impreciso, ma poi più chiaro ed evidente “la maternità spirituale”!
La donna nasce madre: Dio l’ha dotata, sia a livello fisiologico, sia psicologico di caratteristiche proprie e particolari, per generare, per “creare” degli esseri nuovi, delle vite che hanno come obiettivo la VITA, la realizzazione dei figli di Dio. Ed è questa la missione” cui sono stata chiamata", alla quale cerco di dare una risposta nel mio quotidiano vivere.
I mezzi utilizzati, i modi, sono diversi, gli obiettivi ed i campi d’azione anche, ma lo scopo ultimo è sempre lo stesso: AMARE L’ALTRO che è tuo fratello in Dio che è Padre.
Adozioni a distanza, adozioni e mense scolastiche, ragazze madri, presa a carico dei “maestri” che s’impegnano nell’alfabetizzazione degli adolescenti e delle giovani donne, apprendistato offerto ai ragazzi di strada o che hanno abbandonato gli studi, sostegno ai giovani preti tramite la domanda di sante messe, contributo per l’accesso al seminario ai giovani “chiamati” da Lui, e che avanzano anche, grazie a noi….
Iniziative concrete come: installazioni di pozzi, realizzazione del Centro per la formazione della giovane a Gueyo, promosso dai membri dell’associazione forense di Bari, assunzione di un aiuto infermiera e acquisto dei medicinali necessari ed urgenti per il centro dell’ulcera di buruli a Doba, gestito da Robert Kaborè e questo, grazie al progetto-calendari 2010, patrocinato dall’ONLUS Agata Smeralda di Firenze, acquisto di giochi all’aperto per i più piccoli a Diapadji, grazie a iniziative personali di persone generose e solidali …
tutto questo, perché è Lui che mi ha chiamata alla Missione, Missione che non mi appartiene, ma che appartiene alla Chiesa Universale ed alla famiglia religiosa delle Ancelle di Gesù Bambino.
Cari padrini dei nostri bambini e ragazzi, vorrei farvi partecipe di una decisione presa assieme a qualcuno di voi. Molti bimbi hanno beneficiato per diversi anni del vostro aiuto: scuola materna, scuola elementare, scuola media. Alcuni ne hanno ben approfittato, altri hanno lasciato a desiderare. Stimiamo giusto ed opportuno che, arrivati ai diciotto anni, di sospendere l’adozione per offrire ad altri bimbi più piccoli la possibilità di frequentare. Ci saranno senza dubbio delle eccezioni che meritano, essere seguite fino a fine corso e che risiedono ancora nella zona San Pedro.
Vorrei terminare questa mia lettera con lo slogan del programma pastorale della nostra diocesi in quest’anno 2010/11: tutti uniti per testimoniare la missione di Cristo.
Noi ci sentiamo uniti ed è questo filo rosso che ci lega e ci fa sentire forti, che è sorgente di consolidate amicizie e di una solidarietà umano-cristiana, nonostante viviamo nei luoghi più dispersi di questa terra.
Cari amici, Buon Natale 2010 e Buon Anno Nuovo 2011!
Il Cristo che viene sia principio e la fine della catena che abbiamo stretto tra noi.
Con affetto, riconoscenza e tanta tanta simpatia
San Pedro, 24 ottobre 2010
Suor Rosangela Pellizzari
Ancelle di Gesù Bambino
B. P.666 - SAN PEDRO - Costa d’Avorio
