Sr Etta dal Togo: "Dare vita e speranza ai più poveri"

Carissimi amici e benefattori,

sr etta-togoeccoci qui anche quest’anno per condividere con voi qualche tratto della nostra vita, parlarvi del bene che abbiamo potuto fare alla nostra gente grazie al vostro aiuto, e augurarvi un Santo Natale e un Nuovo anno ricco delle gioie semplici della vita.

La nostra communtà ha visto la partenza di suor Fidèle in Niger. Era direttrice della scuola elementare ed ha lasciato un grande vuoto. Abbiamo avuto la gioia di accogliere suor Belinda, una giovane professa che viene dal Ghana. Con la sua giovinezza porta un soffio di freschezza nella comunità, all’ambulatorio e nel suo apostolato.

Tutta la comunità consacra le sue energie nel lavoro all’ambulatorio. Gli ammalati che vengono a farsi visitare ogni giorno sono sempre numerosi. Certi giorni superano la settantina. A questi, si aggiungono le cure ai bambini malnutriti, agli orfani di madre, ai bimbi sieropositivi, la distribuzione degli anti-retrovirali, le visite pre e post-parto, i parti, le vaccinazioni, il controllo del peso dei bimbi... Al Centro di recupero nutrizionale quest’anno abbiamo curato 30 orfani e 27 bambini sotto alimentati.

La nostra struttura si occupa, da qualche anno, delle persone sieropositive e in fase di malattia. Quest’anno abbiamo trovato 205 nuovi casi e 189 persone seguono una terapia anti-retrovirale.

Il mese di aprile abbiamo avuto dei corsi di formazione per la prevenzione della trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino (PTME). Le donne sieropositive in gravidanza sono seguite nel nostro Centro prima, durante e dopo il parto. L’allattamento artificiale è fortemente consigliato perchè il latte materno contiene il virus. Ma le nostre donne non hanno i mezzi per comperare il latte in polvere, e inoltre non entra nelle loro abitudini. Il latte che ci inviate è un dono immenso: riduce il rischio di contagio di questi bambini. Senza PTME, 50% dei bambini nati da madre positiva saranno positivi, con la PTME la percentuale scende a 2.

Con gli ammalati di AIDS abbiamo costituito dei momenti di incontro nei quali possono esprimere le loro preoccupazioni, i loro problemi di discriminazione in cui sono spesso coinvolti. Ad ogni riunione si affronta un tema che interessa la loro situazione. Dei kits alimentari sono offerti alle persone bisognose.

In questa assistenza medica e psico-sociale siamo aiutati dal Programma Nazionale di lotta contro l’AIDS, che offre gratuitamente i farmaci anti-retrovirali e finanzia le analisi degli ammalati. Molti ammalati vengono anche da lontano perchè sanno che se non hanno i mezzi per pagare le medicine sono comunque curati e aiutati.

Voi cari amici, siete la mano della Provvidenza e grazie a voi, abbiamo potuto occuparci dei più bisognosi che hanno bussato alla nostra porta... e sono davvero tanti....

Durante l’anno abbiamo fatto delle campagne di sensibilizzazione e conscientizzazione per i giovani del liceo: 400 giovani si sono presentati per le analisi. Una dozzina sono stati trovati positivi. Anche se l’urgenza è l’AIDS, non abbiamo dimenticato gli altri ambiti, come le vaccinazioni dei bambini. Durante le campagne di vaccinazione andiamo sino a 26 kilometri per cercare i bambini non ancora vaccinati.

Da qualche mese un medico dell’ospedale della città viene tutti i lunedì per fare l’elettrocardiogramma ai nostri ammalati con patologie cardiache. Il pediatra viene gratuitamente una volta al mese per consultare bambini e ammalati di AIDS. Da un mese abbiamo assunto un’infermiera diplomata.

I nostri vecchi lebbrosi se ne vanno piano piano. Quest’anno ne abbiamo perso sei. Quelli che restano diventano sempre più fragili e i loro handicap pesanti. Facciamo del nostro meglio per rendere loro la vita un po’ meno difficile.

Il mese di giugno una ventina di ragazzi ha ricevuto il battesimo e la prima comunione. Essendo di famiglie molto povere abbiamo fatto festa insieme con un pranzo comune a base di riso e capretto in un clima di gioia e di danze al suono dei tamburi.

Un gruppo di amici e benefattori di Kolowaré hanno condiviso la nostra vita per 15 giorni. La loro disponibilità e generosità ci hanno colpito.

Ecco cari amici la nostra vita a Kolowaré. Questo piccolo villaggio perduto nella campagna del Nord del Togo non ha voce ma, grazie a voi, dona vita e speranza a dei poveri e a noi i mezzi per farne degli uomini e delle donne degne e un po’ più felici.

A voi tutti Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Sr Etta Profumo
Kolowaré, Togo

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