Nigeria: la festa tradizionale di Osun

Nigeria: La festa tradizionale di Osun attrae sponsor commerciali

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La BBC ci informa sul Festival del Bosco Sacro di Osun-Osogbo, che in questo mese ha luogo nell’ovest della Nigeria, dove vive la popolazione Yoruba. La festa cominciò circa 600 anni dal fondatore della città di Osogbo. Voleva fondarla in un bosco sulle rive del fiume Osun, ma lo spirito che abita nel fiume gli è apparso, ordinandogli di rispettare quel luogo sacro, e insegnandogli come adorare le divinità che lì vivono, gli orisha.

Da allora ogni anni i devoti di quelle divinità si riuniscono per offrire loro sacrifici di galli o montoni, e libagioni di noci di cola e bevande alcoliche. Prima del tempo coloniale si facevano anche sacrifici umani, per propiziare le divinità. Secondo la religione yoruba, ad ogni persona che nasce è attribuito un orisha, che è il suo protettore e che deve essere adorato lungo tutta la vita.

La festa Osun-Osogbo è diventata famosa, anche oltre i confini della Nigeria, grazie all’artista austriaca Susanne Wenger, che negli anni ’80 ha scoperto questo angolo vergine della religiosità yoruba, e ha lottato affinché sia rimesso in valore. Grazie ai suoi sforzi, i vari tempietti sono stati ricostruiti, e la foresta sacra è stata preservata dall’espansione urbana. Vari artigiani e artisti yoruba vi hanno lavorato, e hanno ridato vita all’arte religiosa, che si esprime nella scultura in legno di statue delle divinità e dei vari elementi che compongono i tempietti.

Nel 2003 i 25 ettari del Bosco sacro al dio Osun sono stati riconosciuti come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Ma oggi la purezza della festa religiosa è inquinata dall’avidità del denaro. Osun-Osogbo è un avvenimento che attira sempre più turisti e giornalisti, anche dall’estero, e la commercializzazione di questo evento sta snaturando la sua vera natura, che è di natura mistica, perché è il luogo e il momento della comunicazione tra i devoti e le loro divinità. Quest’anno il comitato organizzatore ha selezionato 3 sponsor: la società telefonica internazionale MTN, il produttore di birra Star Beer e la società di bevande alcoliche Seaman’s Scnapps. Quest’ultima si presenta come “il numero uno tra le bevande per le preghiere di libazione”.

Questo non scandalizza i fedeli: “Gli sponsor hanno risolto i problemi di organizzazione della festa, che erano diventati enormi. Ma se chiami un’entità commerciale a portare qui dei soldi, poi le devi permettere di esporre in vetrina la sua merce”. E così il rappresentante commerciale della Seaman’s Schnapps propaganda così il suo prodotto: “È provato che la nostra bevanda serve come convogliatore di benedizioni degli spiriti per chi la usa. Chi usa la nostra bevanda, realizza tutte le sue aspettative”.

Ma ci sono anche voci contrarie, come l’artista Ajibike Ogunyeli, che scolpisce statuette. Secondo lui l’afflusso di molta gente, venuta non perché credono nella presenza degli spiriti, ma solo per curiosità, ha rovinato la spiritualità della Festa. “Da quando gli europei hanno cominciato a venire alla nostra festa, tutti gli spiriti sono scomparsi”.

Gli artisti di Osogbo riconoscono che la notorietà della Festa li ha arricchiti, dato che le loro opere d’arte si vendono in tutte le gallerie d’Europa. Ciononostante vorrebbero che l’aspetto monetario non svalutasse l’aspetto culturale. Hanno paura che, continuando di questo passo, il bosco sacro si riempirà di hotel e fast-food.

9-09-2008

Il reportage della CNN sul Festival di Osun



Approfondimenti:


- Guarda il video della BBC sulla Festa di Osun.

- Guarda su Flickr una photo-gallery della regione e popolazione yoruba.

- La città di Osogbo ha persino un suo sito dedicato ai turisti

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