Il parco transfrontaliero Kgalagadi, tra Sudafrica e Botswana, è uno dei luoghi ancora selvaggi e inalterati di tutto il continente africano. In questa vasta zona protetta domina un paesaggio arido, inframmezzato qua e là da distese di erba e da grandi alberi, come il baobab e l’acacia erioloba. Insediamenti umani sono praticamente inesistenti, a eccezione dei nuclei abitativi di alcuni gruppi di Boscimani. Questo antico popolo, a differenza che in altre aree, viene tutelato nel parco del Kgalagadi, sebbene il loro ancestrale stile di vita basato sulla caccia e sulla vita nomade sia stato fortemente ridimensionato. I Boscimani sono stati coinvolti nel progetto di conservazione ambientale tramite forme di ecoturismo.
Nel 2007, è stato creato il lodge denominato Xaus, che nella lingua locale significa “cuore” o “centro”. Situato nel settore sudafricano del parco, a nord-ovest di Twee Rivieren, il lodge è affidato alle comunità di Boscimani. I visitatori possono così entrare in contatto con la cultura e l’arte di questo popolo. Non è comunque facile conciliare antiche usanze e modi di vivere con i cambiamenti socio-politici e urbani che interessano tante zone dell’Africa.
I Boscimani sono proprio uno di quei popoli africani ad avere subito pesantemente l’intrusione violenta degli europei e di altri gruppi locali. Il loro numero è stato ridotto a poche migliaia di individui e la loro sopravvivenza rimane costantemente minacciata da politiche di presunto sviluppo incuranti dei loro diritti.
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